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| Lauria, stop ai trasporti cittadini |
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21/10/2011 |
| Pronti con zaino in spalla, ai bordi della strada, gli studenti laurioti ad aspettare il pullmann insieme a qualche cittadino che doveva recarsi in paese, ma il bus non si è visto. Hanno spento i motori le sette ditte concessionarie del trasporto pubblico locale (LPL) di Lauria, cosi come avevano scritto in una lettera inviata al sindaco, assessore ai trasporti, presidente e a tutti i capigruppo in consiglio comunale oltre che al prefetto. Le ditte chiedono “rinnovo delle concessioni o con tratto di servizio del TPL ed adeguamento economico dei servizi”.
Nessuna risposta a loro dire da parte del comune e hanno lasciato a piedi studenti e cittadini creando una situazione di disagio non di poco conto in un paese in cui la scuola media e le superiori sono nel centro urbano a una distanza superiore ai venti chilometri di percorrenza. Difficoltà pari a chi doveva recarsi in paese per farsi la ricetta o farsi visitare dal medico. Senza dimenticare chi aveva una prenotazione di qualche visita medica ed è rimasta a piedi.
Che cosa vogliono gli autotrasportatori? Dopo vari incontri iniziati lo scorso anno e dopo aver espletato il servizio senza titoli abilitativi (da gennaio a maggio 2011 e dallo scorso 1 Ottobre) l’11 ottobre hanno protocollato una lettera in cui chiedevano “un incontro con tutte le forze politiche, l’autorizzazione a poter esercitare il servizio TPL, in attesa della gara pubblica o di quant’altro l’amministrazione voglia fare, l’adeguamento tariffario concordato e mai comunicato senza essere modificato. Il calcolo del costo effettivo del servizio. In mancanza di quando detto a partire dal 20 ottobre saremo costretti a fermarci”.
Detto fatto: ieri mattina lo stop. L’assessore ai Trasporti Giacomo Reale ci ha spiegato che da un po’ sono incorso delle trattative con gli autotrasportatori, “ma alcune delle loro richieste sono impraticabili. Il comune, a parte la quota regionale, non può implementare le risorse e nè può chiedere ai cittadini l’aumento richiesto dalla ditte.”
Antonietta Zaccara
Tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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