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| Domenica a Lauria 4mila giubbe gialle |
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20/10/2011 |
| L’anno scorso a Viggiano, quest’anno le giubbe gialle danno appuntamento per domenica a Lauria. I volontari invaderanno festosamente le strade della cittadina valnocina per fare il punto sullo stato della protezione civile lucana. Sarà presente anche il Capo Dipartimento nazionale della protezione civile, Franco Gabrielli, oltre all’on. Giuseppe Zamberletti (tra i fondatori in Italia del sistema di soccorso dopo il sisma del 1980), il sottosegretario agli Interni, Guido Viceconte, il Presidente, De Filippo, l’assessore Gentile oltre ai Presidenti delle Province interessate ed i tanti sindaci.
Tra le uscite pubbliche anche per il capo lucano della protezione civile, De Costanzo (ex San Carlo) che ha preso il posto dell’ing. Basile. Il raduno si inserisce quest’anno all’interno delle celebrazioni per cento cinquantenario dell’Unità d’Italia ed anche in questa occasione i volontari monteranno un
campo completo, così com’era il campo ex Italtel1 ad Aquila Ovest dove i volontari del Gruppo Lucano per sei mesi hanno dato accoglienza a circa 600 terremotati abruzzesi.
Le giubbe gialle sono ormai oltre quattromila, rappresentanti di un centinaio di comuni non solo lucani, ma anche salernitani e cosentini.
Nella piccola Basilicata i volontari rappresentano ormai l’1% della popolazione adulta. Un risultato significativo, soprattutto per la presenza di tanti giovani e donne. Soddisfatto il presidente Giuseppe Priore che evidenzia il rapporto di collaborazione e lealtà con i colleghi di altre regioni. Domenica si inizia alle ore 10 con la sfilata presso la villa comunale di Lauria dei volontari lucani con alla testa i gonfaloni dei comuni, per proseguire presso il centro sportivo ove è allestito il campo ed ove si terranno gli interventi delle Autorità.
Successivamente seguirà il pranzo a tutti gli ospiti e volontari che interverranno al raduno.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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