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Ok lucano al Piano casa

20/10/2011



La Basilicata ha sottoscritto l’Accordo di Programma per la realizzazione degli interventi del Piano nazionale di edilizia abitativa, previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 luglio 2009. A renderlo noto
è l’assessore regionale alle Infrastrutture, Opere pubbliche e Mobilità, Rosa Gentile. La Basilicata, inoltre, è tra le prime regioni in Italia ad aver siglato l’accordo. “In questo momento di particolare difficoltà economica ha dichiarato l’assessore Gentile l’Accordo di programma rappresenta un significativo contributo al sostegno delle imprese lucane e al soddisfacimento del fabbisogno abitativo. Sarà ora possibile emanare il bando che consentirà di dare fiato alle imprese private, anche grazie alle risorse regionali pari a circa dieci milioni di euro. Quello dell’edilizia ha aggiunto Gentile è un importante comparto economico con riflessi occupazionali significativi. Non meno importante la possibilità di realizzare alloggi di edilizia residenziale sociale, con riflessi positivi per le fasce sociali più deboli”.
Le risorse confluite nell’Accordo di Programma, sottoscritto ieri presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo il via libera della Conferenza Unificata Stato – Regioni dello scorso 13 ottobre, ammontano a circa 3,6 milioni di euro di fondi statali per la costruzione di 32 alloggi (20 a Potenza e 12 a Matera) di edilizia sovvenzionata da parte delle Ater di Matera e Potenza e a circa 10 milioni di euro di fondi regionali per la costruzione di 330 alloggi di edilizia agevolata da parte delle imprese di costruzione da individuarsi con avviso pubblico della Giunta regionale.
Le questioni legate all’edilizia Residenziale Pubblica, su richiesta del presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, erano già state discusse nel coordinamento tecnico interregionale in materia di Edilizia ed Edilizia residenziale pubblica della Conferenza delle Regioni che si è riunita a Roma lo scorso 13 ottobre.
Le valutazioni del Coordinamento sono state riassunte in un documento tecnico, stilato nello scorso mese di luglio, che propone emendamenti alla proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti soprattutto per la parte che riguarda le modalità di utilizzo delle risorse, pari a 100 milioni di euro, destinate al Piano nazionale di edilizia abitativa.
“La proposta del Ministero delle Infrastrutture – si legge nel documento – è quella di destinare le risorse a interventi di recupero nei centri storici di abitati minori, al di sotto di 7500 abitanti, posti ad una distanza non superiore a 25 chilometri dai capoluoghi di provincia, finalizzati all’incremento dell’offerta abitativa di alloggi sociali,
al miglioramento delle condizioni ambientali, all’adeguamento e allo sviluppo delle opere di urbanizzazione e delle dotazione dei servizi ed alla integrazione sociale. La selezione delle proposte - è scritto nel documento avverrebbe
attraverso un bando di gara a livello nazionale.
Ciascuna proposta di intervento dovrebbe essere dimensionata su un finanziamento statale di 2,5 meuro per i comuni fino a 2.500 abitanti e di 5 milioni di euro per i comuni da 2.501 a 7.500 abitanti”.


Chi ha diritto alle abitazioni
Contributi statali dal 30 al 50%


L’obiettivo del “Piano nazionale di edilizia abitativa” è quello di garantire su tutto il territorio nazionale il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana. Il Piano infatti, attraverso la costruzione di nuove abitazioni o il recupero di quelle esistenti, mira a incrementare l’offerta di abitazioni, da destinare prioritariamente alle categorie sociali svantaggiate; gli alloggi saranno realizzati nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, sia con capitali pubblici che privati.
Destinatari delle abitazioni:
a) i nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito;
b) le giovani coppie a basso reddito;
c) gli anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;
d) gli studenti fuori sede;
e) i soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;
f ) altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1 della legge n. 9 del 2007;
g) gli immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella medesima regione.
Gli alloggi saranno realizzati con contributi statali, il cui onere potrà raggiungere il 30% del costo di realizzazione, acquisizione o recupero se offerti in locazione a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto, per una durata di 25 anni, e il 50% del costo per quelli locati per una durata superiore ai 25 anni. Nel caso invece di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale l’onere a carico dello Stato potrà essere pari al costo di realizzazione.



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