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Viggiano, l’Ondarosa incrocia “CamminAmare Basilicata

20/10/2011



Le donne dell’Ondarosa, il movimento delle donne e mamme costituito per chiedere agli enti preposti, controlli e monitorraggi credibili sulle sostanze rilasciate in atmosfera dall’attività estrattiva di Eni presso il centro oli di Viggiano, ha incontrato i viaggiatori di "CamminAmare". CamminAmare è "Un’associazione di promozione sociale costituita nel 2009 con lo scopo di organizzare cammini aperti a tutti al confine fra due mondi, la terra e il mare, per entrare nel Paesaggio e riscoprirlo attraverso le arti pittoriche, fotografiche, teatrali, poetiche" -ci spiegano i protagonisti. Cammina Amare Basilicata segna il passaggio dei viaggiatori in territorio lucano, sulle tracce del Coast to coast del film dell’attore e regista di Lauria, Rocco Papaleo. 4 persone -un fotografo, Riccardo Carnovalini, un musicista, Andrea Zuin, un poeta, Gianluca Bonazzi e un pittore, Claudio Jaccarino-, in un viaggio a piedi, a 3 km ora, per riassaporare gusti, odori e suoni. Nel tentativo di riappropriarsi del territorio, sottraendolo all’avanzare dei rovi e al rischio concreto dell’oblio. Un viaggio, cui tutti si possono aggregare, anche per soli pochi km. Completano il gruppo, Anna Rastello e Benedetta Erbice, responsabili degli incontri dei camminatori con cittadini e istituzioni nei centri di arrivo. Ieri, appunto, è stata la volta dell’Ondarosa di Viggiano. Le signore, dopo aver fatto fare un giro agli ospiti nei pressi del centro petrolifero, li hanno poi accolti nei luoghi dove, ormai sin dall’inizio, una volta a settimana, tengono i loro incontri. Senza risparmiare dettagli, hanno raccontato il disagio esistenziale di chi è costretto a vivere a pochi metri dalla famosa e fumosa fiammella che ormai domina quella che una volta era la zona delle vigne. Hanno permesso anche a noi della Siritide.it di ascoltare i loro racconti e nelle prossime ore ve ne renderemo conto attraverso riprese video e interviste, nello spazio web tv. Intanto vi anticipiamo qualche sensazione che gli occhi lucidi di Camilla Nigro -una delle donne del movimento da sempre impegnate nelle trattative per ottenere ascolto dai dirigenti Eni- ci hanno trasmesso. Basterebbe anche solo fermarsi ad ascoltarle un po’ di più queste “mamme delle vigne”, che lottano per il futuro di un territorio, come per la salute dei propri figli. Sarebbe, questo sì, un bel segnale del grande colosso a sei zampe. Invece, da quanto ci hanno raccontato. Pare che Eni sia intenzionato a comprare tutti i terreni circostanti, per dare corso ai suoi progetti di ampliamento. «Ora non incontriamo più l’Ondarosa -mi ha detto al telefono un dirigente Eni -racconta Camilla Nigro-, incontriamo singoli cittadini, per convincerli a vendere i propri terreni». "Non si parla nemmeno più di risarcimenti come ci aveva assicurato il presidente De Filippo in un incontro tenutosi qui a luglio. Bensì, di sfratto vero e proprio". E’ la sua triste conclusione.


Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it



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