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| L’acqua inquinata di Fenice smaltita nell'area della Sata |
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19/10/2011 |
| Nei nove «pozzi spia» dell’inceneritore Fenice di Melfi, usati per il monitoraggio delle acque sotterranee, c’erano metalli pesanti e sostanze inquinanti. Per evitare ulteriori contaminazioni l’acqua dei pozzi è stata raccolta e «avviata al trattamento nel depuratore di proprietà di Fenice» che si trova, però, all’interno del perimetro industriale di Fiat Sata. Anche quel sito potrebbe finire nell’inchiesta della Procura di Potenza sul disastro ambientale nascosto dall’Arpab.
Chi ha prelevato l’acqua inquinata dai pozzi? E chi ha accertato che poi sia stata smaltita in modo corretto?
Controlli non effettuati - «Questa pratica non è stata esaminata nel corso dell’accertamento tecnico», spiega il professor Francesco Fracassi dell’Università di Bari, consulente della Procura di Potenza. E aggiunge: «Meriterebbe probabilmente un approfondimento per escludere violazioni di legge».
l’inquinamento L’acqua finita nel depuratore, molto probabilmente - stando alla ricostruzione degli investigatori - proveniva dalla «Sezione depurazione dei fumi a umido», quella del forno a griglia usato per trattare i rifiuti solidi urbani.
«Gli accertamenti eseguiti - si legge in un documento dell’inchiesta che la Gazzetta ha potuto consultare - hanno consentito di individuare perdite nella vasca di contenimento in cui alloggiano i serbatoi di raccolta dei reflui». Si tratta di «spurghi della vasca di neutralizzazione a servizio del sistema di depurazione».
La soluzione Fenice - Quando i carabinieri del Reparto operativo e quelli del Noe sono entrati nella sede dello stabilimento - aveva già risolto l’inconveniente, «procedendo all’impermeabilizzazione della vasca di contenimento dalla quale si è generata l’infiltrazione nel sottosuolo».
Quegli interventi di messa in sicurezza, secondo il consulente tecnico, «sono idonei a impedire la diffusione dell’inquinamento all’esterno del sito».
Chi ha controllato? - Ma l’acqua che inquinava la falda e che è stata prelevata senza autorizzazione dai pozzi dove è finita? Come è stata trattata? E il depuratore all’interno di Fiat-Sata era idoneo a questo trattamento?
Fogna industriale - Pare che l’acqua prodotta dallo stabilimento Fiat finisca in una «fogna industriale». La stessa in cui scarica Fenice? Anche l’inceneritore dovrebbe essere collegato alla fogna presente nell’area industriale di Melfi. E l’Arpab in quella fogna industriale ha mai effettuato controlli?
gli interrogatori Vincenzo Sigillito, ex numero uno dell’Arpab, e Bruno Bove, dirigente dell’ufficio di Potenza, potrebbero spiegare anche questi particolari al gip del Tribunale di Potenza che, mercoledì scorso, li ha privati della libertà, ordinando gli arresti domiciliari. All’interrogatorio di garanzia, previsto per questa mattina, parteciperà anche il pubblico ministero Salvatore Colella. È lui che coordina l’inchiesta che è partita da Fenice e si è estesa alla discarica di Pallareta a Potenza. E il depuratore di Fenice nel perimetro di Fiat-Sata? «Meriterebbe un approfondimento», secondo il professor Fracassi. Le indagini sono in corso.
Fabio Amendolara
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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