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| Fenice: nichel, mercurio & C. la contaminazione in cifre |
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14/10/2011 |
| Gli accusati respingono le contestazioni. Ma qual è stato l’elemento che ha indotto il pubblico ministero prima, e il giudice per le indagini preliminari poi, a ipotizzare la presenza di responsabilità della società Fenice Spa, rispetto alla contaminazione ambientale, con rischi potenziali per la salute pubblica, avvenuta da anni, ma anche da parte di un’Arpab «che, negli anni, seppur a conoscenza del fenomeno, non ha mai indagato gli effetti dell’inquinamento in falda sulla salute umana fino all’anno 2009»?
LE ANALISI - Certamente molto è basato sulle valutazioni del consulente d’uf ficio, il chimico Francesco Fracassi, docente dell’università di Bari. Rispetto a quanto accaduto presso il laboratorio di Potenza, il Ctu ha evidenziato che le prime analisi, a lui consegnate, «sono datate gennaio 2002». Dunque, «nulla è presente per il periodo antecedente, né per il 2003». Tra l’altro, si osserva che «i referti contemplano solo alcuni dei parametri necessari a caratterizzare la qualità dell’acqua (neanche i più importanti per il caso in esame). I referti del 2004, 2005 e 2007 sono privi di firma e quelli sino al 2007 sono privi di unità di misura ». Inoltre, «nel 2005 e 2006 spesso non viene dosato il mercurio e i composti organici clorurati (alcuni) sono analizzati solo a partire dal rapporto di prova relativo al campionamento del 10 dicembre 2007».
NICHEL, AMMONIACA E PIOMBO - Quanto al merito dei valori, si osserva che «il tenore di nichel di alcuni pozzi supera le concentrazioni massime previste già dal primo prelievo in atti (10 gennaio 2002) e con continuità in tutti i seguenti. Il superamento del limite massimo di nichel è elevato. Ad esempio nel campionamento del 10 dicembre 2007, la concentrazione di nichel è di circa 1600 ppb contro un massimo ammesso (Csc) di 20 ppb. Spesso è presente l’ammoniaca che, sebbene non parametrata dalla legge sui siti contaminati, è sintomo di immissione di rifiuti o liquami in falda. Superamenti della Csc di piombo (non sempre dosato, purtroppo) appaiono a partire dal 17 ottobre 2002 e con maggiore continuità dal 2006, per poi rientrare nei limiti del 2008».
CROMO, CADMIO, FLUORO E MERCURIO - I dati di Arpab, osserva il Gip, «evidenziano anche un superamento del tenore di cromo dal 31 gennaio 2004, di cadmio dal 25 luglio 2006 e di fluoro dal maggio 2004. Per quanto concerne il mercurio, valori in eccesso sono presenti già dal campionamento del 3 marzo 2004, ma la situazione si aggrava in maniera molto preoccupante, per il pozzo P6, a partire dal 21 maggio 2007».
CONTAMINAZIONE - Per il consulente tecnico d’uf ficio, professor Francesco Fracassi, dalle analisi chimiche, eseguite da Fenice Spa e dall’Arpab, emerge «senza alcun dubbio che il sito è potenzialmente contaminato. Il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione per mercurio e sostanze organiche alogenate è tale che l’eventuale analisi di rischio sito specifica sicuramente dimostrerebbe che il sito è anche contaminato». Inoltre, «nonostante nei referti Arpab il tenore di nichel di alcuni pozzi superasse le concentrazioni massime già dal primo prelievo in atti (10 gennaio 2002) e nonostante il consistente peggioramento anche con il superamento dei limiti delle sostanze organiche clorurate, a partire dal campionamento del 10 dicembre 2007, non risulta che sino al 3 marzo 2009 Arpab abbia inviato alcuna comunicazione». Inoltre, sempre secondo l’accusa, «anche i responsabili della piattaforma Fenice di Melfi, che erano a conoscenza dell’eccessiva presenza di inquinanti in falda sin dal 29 giugno 2000 (o dal maggio 2002), non hanno mai informato della situazione di potenziale contaminazione gli enti competenti o la Procura della Repubblica di Melfi». La comunicazione di Fenice, infatti, «porta la data del 12 marzo, 9 giorni dopo la nota di Arpab».
SOMMATORIA - Inoltre si sottolinea «la scelta di Fenice di riportare, nei rapporti di prova, la sommatoria degli organoalogenati e non la concentrazione dei singoli composti. Caratterizzati, questi ultimi, da limiti molto più bassi». In sintesi, il consulente tecnico d’ufficio, professor Fracassi, a giudizio del Gip, «ha accertato, tramite la documentazione consegnatagli, sia la contaminazione della falda già diversi anni addietro, che le omissioni poste in essere da Arpab e Fenice».
mimmo Sammartino
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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