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Ania, una testimonianza di fede a Montemurro

13/10/2011



A Montemurro una giornata di riflessione e di preghiera, anche attraverso una viva testimonianza di vita e di fede, quella di Ania, una ragazza polacca di 28 anni, convertitasi quattro anni fa a Medjugorje.
La sua storia inizia nella Polonia comunista, accompagnata da grandi sogni sin da bambina, viveva nel suo mondo fatato fino a quando all’età di quattro anni è stata cacciata via dal suo castello: il padre era un uomo buono ma un alcolista a volte violento, sua madre una donna buona ma poco attenta ai suoi figli, tra i suoi ricordi i vestiti scambiati con le sue sorelle e i suoi migliori amici, spacciatori di droga e piccoli ladri; il suo primo ragazzo, il suo primo amore ha ucciso una ragazzina e l’ ha buttata in un cassonetto della spazzatura. Suo padre muore cadendo a causa dell’alcool, sua madre inizia a portare a casa tante persone che lei considera degli zii, uno di questi la violenta all’età di 10 anni, così come fa anche con sua sorella di 6, ma nessuno le crede, neppure sua madre. Altra figura di riferimento, a questo punto della sua giovane vita, è sua nonna, che la ama tanto ma che non riesce a starle dietro; quindi lei viene nuovamente abbandonata, pensa addirittura di suicidarsi, cercando di tagliarsi le vene;comincia ad assumere anche delle pasticche; fugge dall’ospedale e riceve a sedici anni un’offerta di lavoro come modella. Parte per Torino, dove diventa quasi una prostituta, relegata in un locale, non conosce l’italiano non sa di chi fidarsi, tra i clienti anche un poliziotto. Dopo ripetute violenze riesce a fuggire, ma non vuole tornare in Polonia sconfitta. Il sogno dell’Italia come paese ricco e felice si infrange. A Milano incontra un uomo che le dà tutto ciò che ha sempre desiderato, tutto ma non l’amore. Inizia a quel punto a drogarsi, passa intere giornate a letto, una notte vede “un uomo con la barba” nella sua stanza, che la guardava dicendo “no” con la testa, come a volerla rimproverare della sua condotta di vita; lei non lo aveva mai visto prima ma poi, quando anni dopo gli viene davanti la foto di Padre Pio lo riconosce. Altre visioni l’ hanno accompagnata nel suo cammino di conversione, come quella di anime sofferenti, forse quelle del Purgatorio. Lei ancora non crede, nel frattempo incontra un uomo, un musicista, che aveva solo la musica come droga; poi arriva l’incontro con Paolo Brosio che le insegna a pregare; la sua vita lentamente cambia. Ancora scettica, si reca a Medjugorje, la salita del monte le sembra troppo faticosa, ma pensa alla grande forza di Gesù nel portare la Croce e il suo coraggio nell’affrontare la morte, sente delle voci che la esortano a continuare, quasi spontanee escono dalla sua bocca, le parole “Vi perdono”, riferite a tutti coloro che l’ avevano fatta soffrire, così all’improvviso si sente più leggera e percorre la salita senza alcun problema. Lei ancora non è convinta, si reca in Chiesa e il Vangelo le parla attraverso Tommaso che ha bisogno di toccare per credere. Ritornata da Medjugorje, soffre di una profonda depressione, non riesce più a essere felice come era stata lì e capisce che la sua vita era in quel luogo, dove ora vive in assoluta castità facendo la lavandaia. Anche se la vita è faticosa e piena di sassi alla fine del sentiero c’ è un giardino fiorito dove ad aspettarci c’ è Dio.
Ania, attraverso la sua vita rende testimonianza della grandezza di Dio che apre le sue braccia a tutti e indica le vie per poter vivere felici nell’eternità: non giudicare, amare e perdonare, oltre che pregare, naturalmente. La sua esperienza Ania, l’ ha scritta in un libro che è stato presentato a Montemurro, “Con occhi di bambina”, dove viene ribadito che il più grande miracolo è quello della conversione del cuore. Le apparizioni di Medjugorje non sono riconosciute dal Vaticano in quanto sono ancora in corso, ma a tal proposito è stato portato l’esempio di una lettera di Giovanni Paolo II, nella quale, il papa si dichiarava “pellegrino nella preghiera ogni giorno a Medjugorje”.
Dopo la celebrazione della Santa Messa che ha preceduto la testimonianza, l’evento spirituale si è concluso con l’Adorazione Eucaristica.

Maria Rosaria Rondinelli



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