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| Incontro in Regione per discutere del futuro degli ex LSU del Parco del Pollino |
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12/10/2011 |
| Il futuro degli Ex Lavoratori Socialmente Utili del Parco del Pollino è stato al centro di una tavola rotonda a cui hanno preso parte il Direttore Generale degli Uffici di Presidenza della Giunta Regionale Angelo Nardozza, il vicepresidente del Parco Nazionale del Pollino Franco Fiore, i sindaci e gli amministratori dei comuni di San Severino Lucano, Fardella, Castelluccio Inferiore e Superiore, Rotonda, Lauria, Valsinni, San Costantino Albanese, Terranova di Pollino, Calvera e Carbone.
Ricordiamo che ad oggi i lavoratori impegnati in progetti lsu del Parco in parte sono rientrati nel programma "Parco fruibile" - "Riqualificazione e tutela al fine della conservazione e della fruibilità turistica di alcune aree del Parco Nazionale del Pollino", progetto triennale che si conclude il prossimo 31 dicembre reso realizzabile grazie all'impegno della Regione Basilicata, in particolare del governatore, Vito De Filippo, del direttore generale, Angelo Nardozza e del dirigente la struttura tecnica, Franco Pesce. A ciò se ne aggiungono altri in mobilità. L’imminente scadenza del progetto e la necessità di inserire in attività anche i soggetti in mobilità ha spinto gli amministratori a discutere con la Regione eventuali soluzioni. La proposta del vicepresidente Fiore, è stata quella della stabilizzazione degli ex LSU o quanto meno l’impegno da parte della Regione di reperire fondi per altri progetti triennali in cui impegnare tali persone.
Massima disponibilità e impegno a trovare la soluzione più opportuna, è stata espressa dal dirigente generale, in rappresentanza del governatore De Filippo, per garantire a questa fetta di ex LSU un futuro occupazionale con più certezze.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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