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| Omicidio De Fina: nessuna traccia biologica del figlio |
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11/10/2011 |
| Il prossimo passo sarà il processo e le deposizioni dei testimoni chiamati da accusa e difesa. Oggi, la novità, è l’esito della perizia tecnica, biologica e dattiloscopica utile a riscontrare o meno tracce dell’imputato sulla vittima. In mezzo ci sono 10 anni di accuse, ma a piede libero. La storia è quella di Egidio De Fina il senisese trovato morto il 30 settembre di 10 anni fa nella sua campagna, a Senise. Per quell’omicidio è da sempre indagato il figlio, Domenico De Fina, accusato dai familiari più stretti. Avrebbe avuto screzi con il padre, litigi ma sembra che la tensione con la vittima non riguardasse solo il figlio imputato. Lui da 10 anni è sempre a piede libero perché evidentemente su di lui non ci sono indizi di colpevolezza così gravi. De Fina venne accusato per screzi avuti con la vittima; subito dopo il ritrovamento la Procura di Lagonegro diede compito ad un genetista di effettuare una perizia su alcuni indumenti e sulla presunta arma del delitto, un bastone, che però non portarono a risultati (su un pantalone della vittima fu rinvenuta una traccia che non risultava essere sangue).
L’udienza di oggi ha segnato, come ci si aspettava, una svolta importante. Gli accertamenti biologici e dattiloscopici effettuati sui reperti dimostrano che sul materiale sequestrato all’imputato è stata riscontrata la presenza di materiale biologico riferibile all’imputato stesso e nulla riconducibile alla vittima; sui reperti della vittima non c’è altro materiale biologico se non quello della vittima stessa. Nulla riconducibile al figlio imputato. Per quanto concerne le analisi biologiche relative al sangue sul bastone ritenuto arma del delitto, su due fazzoletti macchiati di sangue e su un pantalone , non è stato possibile effettuare ulteriori accertamenti in quanto tali materiali erano stati precedentemente asportati per la precedente Consulenza Tecnica. Anche i trattamenti chimici utili all’esaltazione delle impronte papillari hanno dato esiti negativi poiché hanno consentito di individuare solo “una traccia relativamente alla quale non si può desumere la natura della stessa”.
Lo stesso imputato si era sottoposto volontariamente all’esame del DNA. Un esame non obbligatorio al quale De Fina, difeso dall’avvocato Giuseppe Arbia, avrebbe accettato di sottoporsi, dichiarandosi da sempre innocente.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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