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| La scuola e l'educazione: ad Agromonte si è svolta l'assemblea diocesana |
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11/10/2011 |
| Nell’ anno pastorale dedicato alla centralità della scuola nel processo educativo, la Diocesi di Tursi-Lagonegro, l’ 8 ottobre scorso, presso il ristorante Piccolo Paradiso, si è riunita in Assemblea per trattare l’ urgente compito dell’ educazione.
L’ incontro è iniziato con un canto di lode al Signore , successivamente è stato letto un brano dell’ antico testamento dai contenuti di grande attualità; è stata poi letta la lettera del Santo Padre alla Diocesi e alla città di Roma sul compito urgente dell’ educazione, particolarmente rassicurante per i genitori: “non temete”, è stata, infatti, la calda esortazione del Santo Padre agli insegnanti, ai sacerdoti e a tutti coloro che hanno responsabilità educative.
Il primo contributo è stato quello del Presidente nazionale dell’ Associazione DIESSE, Didattica e Innovazione scolastica e membro della Commissione del Ministro Pubblica Istruzione, il quale ha tenuto la sua relazione sulla centralità della persona e della relazione nel rapporto educativo, concentrando il suo intervento essenzialmente su tre punti: chi educare, come educare, e con quale scopo. Innanzitutto, mettere in moto il cuore, andare sempre oltre la realtà immediatamente visibile ed infine credere in ciò che si insegna esprimendo sempre un giudizio certo; questi alcuni suggerimenti dati dall’ esperto.
Dopo le preghiere introduttive, e la prima relazione, una tavola rotonda si è incentrata sul Fattore incontro e passione educativa; su che cosa il mondo della scuola chiede alla Chiesa Diocesana e infine sul rapporto tra le varie agenzie educative: Famiglia-Scuola- Parrocchia. La Dirigente scolastica e dell’ Associazione Italiana Maestri Cattolici, Anna Maria Bianchi, ha esposto le richieste degli educatori alla Chiesa, le richieste sono quelle di un’ azione più collegiale, chiarire il senso dell’ insegnamento di religione, è stata espressa l’ esigenza degli insegnanti di avere un rapporto più stretto con la Chiesa, la sensazione di solitudine , di spaccatura tra i valori cattolici e gli altri, le tante attese di sostegno in vari modi , le richieste di sostenere l’ associazionismo cattolico.
L’ altro relatore, il dirigente scolastico Carmine Filardi, ha sottolineato la missione educativa , educare non vuol dire propinare informazioni, non bisogna , infatti, mai perder di vista la centralità del soggetto. Altri stadi fondamentali a cui bisogna prestare attenzione sono innanzitutto, l’ orientamento e accompagnamento che deve andare oltre la scuola. Altra priorità del sistema educativo deve essere la qualità della scuola , la quale infine deve essere, a detta sempre del relatore, un ambiente dove dar senso alla progettualità. Bisogna inoltre avere sempre una relazione diretta con l’ alunno, conoscerlo a fondo per valorizzarlo. Infine investire, dunque, molto sugli insegnati, proprio perché siano davvero investiti dalla loro passione educativa.
Sono inoltre state molte le richieste di chiarimento, le domande, che sono state poste ai relatori da parte dei presenti, le quali a loro volta sono diventate spunti di nuovi dibattiti.
Il Vescovo, Monsignor Francesco Nolè ha infine concluso l’ assemblea, ponendo l’ attenzione sugli “alunni”, su quello che loro si aspettano dagli insegnati, si aspettano di dare un senso alle loro giornate trascorse a suola, “a cosa serve” perché vale la pena di stare ad ascoltare gli insegnati per un anno, quello che gli studenti vogliono è dare un senso a quello che fanno, ma che cosa vorrebbero sentirsi dire gli studenti?
“Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da cinque miliardi di anni e che trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri cinque miliardi di anni”.
Il problema dell’ educare, particolarmente sentito nella nostra società, viene affrontato anche dalla Chiesa che oltre ai suggerimenti pratici invita a sperare in Dio: “Solo Lui è la speranza che resiste a tutte le delusioni, la speranza che si rivolge a Dio, non ci isola ma ci rende solidali nel bene, ci stimola ad educarci reciprocamente alla verità e all’ amore”.
Maria Rosaria Rondinelli
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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