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Come si paga il ticket per visite e farmaci

10/10/2011



Ma come funziona la nuova normativa relativa ai ticket sull’assistenza sanitaria? Che cosa deve fare un utente per capire se è esente o se deve pagare? E quanto? Proviamo a ripercorrere il calvario del cittadino-utente con esempi presi in prestito da situazioni reali. In principio l’utente si reca dal medico o dal pediatra per farsi prescrivere le prestazioni
o i farmaci. A questo punto, per quanto concerne le prestazioni specialistiche e ambulatoriali, già va effettuata una prima distinzione. Riguarda gli esenti (dal pagamento del ticket) e i non esenti.

ESENTI - Sono esentati dal pagamento tutti coloro che appartengono a una serie di categorie: affetti da patologie croniche e invalidanti o da malattie rare; invalidi di
guerra titolari di pensione; invalidi per servizio; invalidi civili (fra il 67% e il 100% di invalidità riconosciuta); invalidi civili con meno di 18 anni; danneggiati da vaccinazione
obbligatoria, trasfusioni, somministrazioni di emoderivati; vittime di terrorismo e criminalità organizzata e i loro familiari; ciechi e sordomuti; donne esenti per gravidanza; ex deportati dai campi di sterminio titolari di pensione; infortunati sul lavoro (per il periodo dell’infortunio e per le patologie connesse); assistiti con Isee che risulti pari o inferiore a 14 mila euro. Sono esenti i pazienti di età inferiore a 6 anni e quelli superiori a 65, se con un reddito Isee inferiore ai 36.151,98 euro l’anno; i disoccupati con reddito inferiore a 8.263,31 euro l’anno, o 11.362,05 euro se c’è il coniuge, con l’aggiunta a questa cifra di 516 euro per ogni figlio a carico.
L’utente deve ottenere il tesserino di esenzione che è rilasciato dall’Azienda sanitaria competente per territorio.
Il medico, a seconda del tipo di esenzione, indica sulla ricetta il codice di riferimento.

ESENZIONE ISEE - Ma come si autocertifica la propria posizione Isee (qualora si ritenga di aver diritto a esenzione per reddito)? È il calcolo del reddito familiare che tiene conto anche di eventuali proprietà immobiliari e del numero dei componenti di una famiglia. Gli enti abilitati a rilasciare la certificazione sono l’Inps, i Caf, gli uffici comunali. Per la collaborazione (eventuale) dei Patronati, bisognerà attendere una risposta entro lunedì. Con questa attestazione e i moduli connessi l’utente può richiedere il tesserino di esenzione. Chi ritiene di superare la soglia di reddito Isee di 30 mila euro annui può ovviamente evitare di certificare alcunché.

NON ESENTI - Per i non esenti, il medico procede alla prescrizione sulla ricetta per le prestazioni specialistiche e ambulatoriali. Le ricette possono prevedere un massimo di otto prestazioni (purché relative alla stessa branca: ad esempio, tutte analisi di laboratorio o tutte prestazioni attinenti la radiologia e via dicendo).

QUANTO SI PAGA - Facciamo l’esempio di un utente (non esente) sulla cui ricetta è prescritta l’effettuazione di 7 analisi: ferro (2,58 euro), urine (2,58), emocromo (4,65), prelievo sangue (2,58), creatinina (2,58), glucosio (1,55), transaminasi (5,16). Il totale ammonta a 23,23 euro. Cifra che dovrà essere pagata per intero poiché inferiore alla soglia dei 36,15 euro. Altro esempio relativo alla prescrizione di una ecografia all’addome (60,46 euro) e di una ecografia al muscolo tendineo (28,41 euro). Il totale fa 88,84 euro. In questo caso, l’utente (non esente) dovrà pagare non l’intera cifra, ma i 36,15 euro (soglia massima prevista).

TICKET - Il Governo nazionale ha introdotto (con legge 111/2011), sempre per la fasce non esenti, un ticket aggiuntivo di 10 euro.
Vanno aggiunti a quanto si pagava sopra (negli esempi citati, i 23,23 euro o i 36,15

TESSERINO L’utente deve ottenere il tesserino di esenzione rilasciato dall’Asl euro). La Regione Basilicata ha però rimodulato il versamento di questo ticket aggiuntivo. Sulla base del valore delle prestazioni prescritte sulle ricette:
sotto i 5 euro non si paga nulla; fra 5 e 10 euro il ticket è di 4 euro; fra 10 e 30 euro si paga 8 euro; fra 30 e 50 euro, 15 euro; fra 50 e 100 euro, 25 euro; oltre i 100 euro, il ticket da pagare è di 30 euro.
Dunque, il massimo che un utente potrà pagare sono 36,15 euro di «compartecipazione », più 30 euro di ticket aggiuntivo. Per un totale di 66,15 euro.

FARMACEUTICA - Sul fronte della farmaceutica, quando non si ha diritto all’esenzione (compreso il reddito Isee
inferiore a 14 mila euro), il ticket per ricetta varia da 1,50 a 2,50 euro. Paga 1,50 euro a ricetta chi ha un reddito compreso fra 14 mila e 22 mila euro; 2 euro per reddito compreso fra 22 mila e 30 mila euro; 2,50 euro a ricetta per i redditi Isee superiori a 30 mila euro l’anno.

Obiettivo Semplificazione
È stata una mattinata intensa quella dell’assessore regionale alla Sanità, Attilio Martorano. L’ennesima, da quando è cominciata la storia dei nuovi ticket. O, come li chiamano i sindacati, «la tassa sulla salute». Per l’utente poco conta se a imporre la gabella è stato il Governo nazionale (con la legge 111 del 2011) o la Regione, a sua volta «strozzata» dai tagli imposti dalla manovra.
Quello che conta è che si paga. E pagano sempre gli stessi: lavoratori dipendenti e ceto medio. Quello che vale sono i soldi da scucire e le file da fare. Come quella provata mercoledì mattina al S. Carlo dallo stesso assessore Martorano, che ha misurato la sua attesa in 27 minuti. Altri comuni cittadini hanno raccontato di essersi sorbita file anche di 40 minuti. Ma il punto è che c’è ancora molta confusione sotto il cielo. Su cosa fare. Su come farlo. Urge semplificare le procedure. E, con questo intento, ieri mattina Martorano ha tenuto incontri con rappresentanti di medici e farmacisti: «riunioni proficue ». Per la collaborazione dei Patronati bisognerà attendere. Come la fanciulla col gonnellino dondolante del film «I basilischi»: «la risposta fra tre giorni».

MIMMO SAMMARTINO
Gazzetta del Mezzogiorno



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