|
| Potenza: 4 arresti per usura |
|---|
8/10/2011 |
| Applicavano tassi usurai fino al mille per cento, facendosi consegnare gioielli e opere d’arte a garanzia del debito, e minacciando, anche violentemente, le vittime che prospettavano mancati pagamenti: con le accuse, a vario titolo, di usura ed estorsione, la Polizia ha eseguito oggi quattro provvedimenti di custodia cautelare, di cui tre in carcere e uno ai domiciliari.
Le indagini, i cui particolari sono stati illustrati in serata, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti, sono cominciate nel 2009: l’operazione è stata denominata “Scala reale” proprio perchè gli investigatori sono partiti dal gioco d’azzardo e dalle offerte di denaro per coprire i debiti. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Potenza, Luigi Spina, su richiesta dei pm Eliana Franco e Salvatore Colella. In carcere sono finiti Giovanni Bollettino, di 62 anni, Ida Bollettino (70) e Giovanni Tribuzio (56), agli arresti domiciliari Goffredo Rodolfo Guarino (60).
I prestiti venivano concessi a imprenditori che si trovavano in difficoltà economiche, e si rivolgevano a Giovanni Bollettino, titolare di una gioielleria nel centro storico della città. Le indagini, secondo quanto è stato spiegato, hanno permesso di scoprire anche l’attività Tribuzio – residente a Bitonto (Bari) che non ha nessun collegamento con quella di Bollettino – e un traffico di gioielli e orologi dall’America (anche in questo caso non c'è nessun riferimento ai prestiti).
Gli imprenditori, in breve tempo, non riuscivano più a pagare le rate dei debiti e affidavano cambiali, assegni e opere d’arte e oggetti preziosi a Ida Bollettino (sorella di Giovanni, residente a Brescia, ma al momento dell’arresto si trovava ad Ancona) o a Guarino (tutti residenti a Potenza): in un caso il gioielliere ha picchiato violentemente uno degli usurati che si rifiutava di pagare, procurandogli anche danni permanenti a una gamba. Lo stesso Bollettino, si è appreso da intercettazioni ambientali, si sarebbe vantato con i familiari della violenza delle percosse, “paragonandosi al pugile Mike Tyson”, e usando questo episodio come esempio per le altre vittime. |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |