|
| Ricevuto in ritardo capo della Protezione civile cancella visita a Pomarico |
|---|
8/10/2011 |
| Gli avevano riservato una accoglienza degna di un capo di Stato. Ad attenderlo c’erano non solo sindaco, Giunta e Consiglio comunale al completo, ma anche un sottosegretario, Guido Viceconte, quattro parlamentari lucani, e tante altre autorità. I bambini delle scuole erano pronti a sventolare bandierine tricolori.
Quella che doveva essere una giornata storica per Pomarico, paese del Materano assillato dall’eterno problema delle frane, si è trasformata invece in un flop. Tutto perché l’ospite, il capo della Protezione civile nazionale, il prefetto Franco Gabrielli, ha fatto all’improvviso dietro front. Un inatteso e apparentemente misterioso ripensamento che ha privato la comunità della festa, segno forse di istituzioni dello Stato che dal centro alla periferia sembrano non parlare più la stessa lingua.
L’erede di Bertolaso era atteso a Pomarico per una ricognizione dei problemi che assillano l’abitato e che il 3 agosto del 1996 costarono la vita di una bambina di sei anni, Laura Liccese, per il crollo di un muro. Dopo l’alluvione dell’1 marzo scorso la situazione si è aggravata. Molti movimenti franosi sono ripresi.
La ricostruzione dello spiacevole incidente di ieri mattina è nella piega di pochi elementi. Secondo quanto specificato in un comunicato della Protezione civile, l’elicottero che trasportava Gabrielli doveva giungere nel punto stabilito, la zona degli insediamenti artigianali di Pomarico, alle ore 12 in punto. L’attesa perché arrivasse qualcuno a riceverlo, con un corteo di molte auto, sarebbe durata solo 10 minuti. Ma poco prima l’elicottero avrebbe ripreso quota. Si è pensato che la ricognizione dei luoghi fosse iniziata. Sbagliato. Il capo della Protezione civile era semplicemente ripartito senza dare spiegazioni, tra la delusione generale delle autorità e della folla.
Emilio Oliva
la gazzetta del mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |