|
| La marcia della Pace ha compiuto 50 anni. Presente anche la Basilicata |
|---|
26/09/2011 |
| Il 25 settembre 2011, ancora una volta dai Giardini del Frontone di Perugia, è partita la 19^ marcia della Pace. Quest'anno è stata inserita nelle celebrazioni dell'Unità D'Italia e, per tale occasione, è stata battezzata con il motto “50 anni nei 150 anni” e indicata come la “ marcia per la pace e la fratellanza fra i popoli”. La Perugia-Assisi ha compiuto , infatti, mezzo secolo di vita però nel mondo continuano ad esistere le lacerazioni tra i popoli che portano inevitabilmente alla guerra. Aldo Capitini, filosofo, politico e pedagogista, ma soprattutto uno dei “padri” della non violenza nel nostro Paese, la sognava già nel corso degli anni Cinquanta. Ma fu solo nell’estate del 1960 che la Marcia cominciò ad essere un progetto concreto, con l’invio delle prime lettere e la costituzione di un piccolo comitato promotore che lentamente raccoglierà le adesioni di intellettuali, professori, insegnanti, partiti, parlamentari, amministratori comunali e provinciali, sindacati e associazioni di ogni genere. Aldo Capitini scelse Assisi, come meta finale, così da richiamare il santo italiano della non-violenza e disegnò il percorso attraverso le zone più popolose dell’Umbria. Come nasce l'idea? - Alla fine degli anni Cinquanta a causa di una situazione internazionale che si faceva sempre più pesante: guerra fredda, corsa al riarmo, costruzione del muro di Berlino, sentì l’urgenza di realizzare un’importante iniziativa di pace. Il mondo, oramai, si stava consolidando in due blocchi, guidati dalle superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica. Ed ecco che questa idea del Capitini si realizzò a partire dal 24 settembre 1961, dai Giardini del Frontone di Perugia, cosa che si è sempre ripetuta poi fino ad oggi. Era la prima volta che una simile iniziativa si svolgeva in Italia. Anche la Basilicata ha partecipato all'evento con il Presidente della Provincia Lacorazza che in un suo intervento ha voluto spiegare le motivazioni della loro presenza:
“Partecipiamo alla Marcia in rappresentanza della Provincia di Potenza, per unire idealità e concretezza. Le autonomie locali, anche in un momento di estrema sofferenza finanziaria possono dare il loro contributo facendosi interprete di un nuovo modello di accoglienza organizzata, competente e diffusa. Accanto ad un'attività di cooperazione internazionale in territori come la Palestina e il Burkina Faso, nell’ambito del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ad esempio, sono state accolte nove coppie di profughi provenienti dal Nord–Africa e, attraverso l’agenzia di formazione provinciale, sono stati organizzati corsi di certificazione della lingua straniera”.
Vincenzo Terracina
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |