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Il lutto di Senise e questa Basilicata fatta di strade pericolose

23/09/2011



In quel poco che rimane della Renault Megane sull’asfalto della Statale 658 spuntano, incastrate e stropicciate, delle radiografie. Simbolo di un viaggio della speranza, uno, purtroppo, simile a chissà quanti altri in Basilicata. Verso il Crob di Rionero in Vulture, centro d’eccellenza per la cura e la prevenzione dei tumori. Il viaggio, questa volta, era cominciato a Senise e doveva avere quella destinazione, per una visita medica a Nicola De Donato, 73 anni, muratore conosciuto e apprezzato da tutti a Senise. Alla volta di Rionero per una scintigrafia. Un viaggio cominciato all’alba e concluso contro un autoarticolato, esattamente a Tiera di Avigliano, all’altezza della tangenziale per raggiungere Potenza dalla strada scorrimento veloce Potenza-Melfi; tutto per uno schianto fatale che ha stroncato d’un colpo la vita del signor Nicola e dei figli Giuseppe (46 anni) e Maria Teresa (39). Una famiglia completamente distrutta. Alla guida della Renault c’era il figlio maggiore che, per cause da accertare, ha invaso la corsia opposta andando a finire nella parte posteriore del rimorchio del tir, carico di ferro da costruzione; il mezzo pesante ha letteralmente schiacciato la vettura, della quale rimane riconoscibile soltanto una piccolissima parte dell’abitacolo, come se un’esplosione l’avesse sventrata. Il resto, o quello che ne è rimasto, era finito tutto intorno, nella direzione che gli aveva dato la terribile carambola. Sul cruscotto, quasi intatto, il libretto che ogni anno la Parrocchia di Senise realizza in onore di San Rocco. Scioccanti le scene che si sono presentate ai primi soccorritori: c’erano pezzi di carrozzeria lungo la strada e oggetti sparsi anche a diversi metri di distanza, piccole testimonianze di vita finite sull’asfalto. Il conducente del mezzo, fortunatamente, è rimasto lievemente ferito. Sul posto sono sopraggiunti i Vigili del Fuoco, la Polizia Stradale e il personale dell’Anas. Le salme, in tarda mattinata, sono state portate presso l’obitorio del San Carlo di Potenza, dove già nel primissimo pomeriggio, erano arrivati i parenti, straziati e increduli.
Grave il bilancio delle vittime reso, se è possibile, ancora più drammatico se si pensa ai familiari: Giuseppe e Maria Teresa De Donato, sposati, avevano rispettivamente 2 e tre figli giovanissimi (21 e 15 anni i figli del primo e 14, 12 e 10 anni i figli della seconda). Lasciano, oltre ai mariti, la madre e altre due sorelle.
Che, sicuramente, speravano di avere buone notizie relative allo stato di salute del signor Nicola e che, invece, hanno dovuto ascoltare quello che mai avrebbero potuto neanche lontanamente immaginare.
Ed oggi più che mai quel centro di eccellenza a Rionero in Vulture, faro per molti, troppi, lucani e non solo, che quotidianamente vi si recano per curarsi, appare ancora più lontano, alla fine di una strada che solo sulla carta è a scorrimento veloce, ma che, come dimostrano i fatti, è pericolosa e sempre più tristemente citata nelle cronache regionali.

“Sconcerto” non è solo una parola, oggi, a Senise. E’ lo stato d’animo di una comunità colpita al cuore. Una comunità che, come troppe altre, quotidianamente fa i conti con il male del secolo, che convive con la necessità di abituarsi a notizie improvvise. Ma, si sa, l’abitudine non arriva mai. E capita così che gli attimi che precedono un controllo, una diagnosi che dia la certezza della presenza o dell’assenza della malattia, siano pregni di speranza, di paura mista ad ottimismo. Sarà stata così anche la notte dei familiari di Nicola, Giuseppe e Maria Teresa, vigilia di un viaggio lontano, che richiedeva la sveglia all’alba, in un tragitto interminabile che attraversa una Basilicata piccola ma interminabile a causa dell’insufficienza delle infrastrutture viarie. Strade a scorrimento veloce pericolose come mulattiere. A centinaia percorrono quella strada e, tanti, tantissimi, per lo stesso motivo: raggiungere il Crob di Rionero. I viaggi della speranza, li chiamano, che spesso vivono della necessità della precarietà. Viaggi di gruppo, spesso, di pazienti accompagnati dai figli, dai genitori, da parenti o amici. Non c’è un pulmann che, dal Senisese, vada fin laggiù. Il sindaco di Senise, Giuseppe Castronuovo, commenta l’accaduto tra dolore e amarezza. “Purtroppo quotidianamente la nostra comunità ha a che vedere con il grande problema dei tumori- ha detto- e sono tantissimi i cittadini che, per questo, si recano presso il centro di Rionero in Vulture. L’ennesima tragedia, che questa volta ha colpito la nostra comunità, deve portare ad una riflessione di respiro regionale che riguardi non solo la pericolosità dell’arteria in questione, ma anche la carenza di infrastrutture riconosciute che aiutino ad ospitare i molti che si recano a Rionero per controlli medici e che arrivano da così lontano”. Secondo i dati forniti dalla Polizia Stradale dall’inizio del 2011 si sono verificati ben 20 incidenti, 8 dei quali hanno visto solo riportare danni, 11 con feriti e, l’ultimo, mortale. Che ha spento d’un colpo la notte di speranza dei familiari delle tre vittime.


Fino al tardo pomeriggio di ieri non era stata ancora fissata la data dei funerali di Nicola, Giuseppe e Maria Teresa De Donato. Se le salme arriveranno oggi, il rito funebre potrebbe svolgersi domani mattina. Una cosa però è certa: la comunità di Senise si fermerà, in loro ricordo, con il lutto cittadino. Lo ha fatto sapere il sindaco, Giuseppe Castronuovo, colpito personalmente dal lutto e vicino alla famiglia dell’assessore comunale Giuseppe De Donato, nipote e cugino delle vittime. Le modalità previste per il lutto cittadino saranno decise nelle prossime ore. E vista l’immane tragedia che, colpendo un’intera famiglia, ha colpito al cuore l’intero paese, il Comune e la Parrocchia fanno sapere che il rito funebre potrebbe quasi sicuramente essere allestito all’aperto, in piazza Aldo Moro.
“Non ci sono parole- dice il parroco don Pino Marino- in queste ore non possiamo che essere costernati. Ora è il momento di capire come restare accanto ai familiari, con le preghiere e con la vicinanza umana di affetto e solidarietà. Lo dobbiamo fare soprattutto perché al centro di questa terribile vicenda ci sono 5 giovanissimi, tra cui 2 bambini. Dobbiamo cercare di preservarli, per quanto è possibile, da questa immane tragedia. Preghiamo per loro e chiediamo a San Pio, di cui in queste ore celebriamo la ricorrenza, di stare loro accanto in questa tristissima vicenda”.
Quella di ieri è una tragedia che ha colpito anche un altro paese, Latronico, che la famiglia De Donato frequentava. La sorella di Giuseppe e Maria Teresa è la moglie di
dell’ing. Enzo Forastiere, dirigente regionale e consigliere comunale del Psi a Latronico. I socialisti, in una nota, “esprimono il loro cordoglio partecipano con viva commozione alla tragedia della famiglia Forastiere, , avvenuta in un tragico incidente stradale sulla SS Potenza-Melfi”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Psi in Consiglio regionale, Rocco Vita che a nome del partito, esprime la “fraterna vicinanza alla famiglia”. E da ieri Senise è costretta a fare nuovamente i conti con una tragedia familiare che arriva come conseguenza di un drammatico incidente stradale. Meno di un anno fa, nelle ore che precedevano Natale, un altro incidente, questa volta tra Senise e Sant’Arcangelo, aveva causato la morte di un uomo, Biagio Elefante e il gravissimo ferimento di sua figlia Giuseppina, deceduta qualche mese più tardi dopo una lunga agonia. In tanti, inoltre, ricordano il dramma dei giovani fratelli Rossella e Antonio Virgallita, scomparsi assieme al fidanzato della ragazza, in un altro tragico incidente avvenuto in Toscana nel 2005. Un tributo di sangue pagato ad un prezzo caro quanto il gelo dell’asfalto sulla strada.


Mariapaola Vergallito



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