E’ stato inaugurato il nuovo allestimento del “Museo della Cultura Arbëreshe”, e per l’occasione è stata organizzata dall’amministrazione comunale e dalla Regione Basilicata, con il patrocinio di prestigiosi enti e associazioni, una tre giorni che ha visto la partecipazione di esperti provenienti da tutta Italia, come Pietro Clemente (presidente Simbdea), Ferdinando Mirizzi ( presidente del CTS del Museo della Cultura Arbëreshe), Marta Ragozzino (soprintendente per I Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata), Vito Lattanzi (Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”), Annibale Formica (direttore del Parco Nazionale del Pollino e presidente del Cda del Museo della Cultura Arbëreshe), Daniele Jallà (Executive Council di ICOM), giusto per citarne alcuni. Chi arriva quassù, da sempre, respira aria incontaminata, ma respira anche la cultura, le tradizioni di una piccola- grande comunità. San Paolo Albanese è soprattutto questo, non solo d’estate. A testimoniarlo i bei visi di donne segnati dal tempo, donne che indossano ancora tagli di costume della “Terra delle Aquile”. Un affascinante “mondo di frontiera” che riesce a rapirti con i suoi ritmi, i suoi profumi. Dove antichi racconti ti accompagnano, prendendoti per mano, in un mondo reale, ma al contempo fantastico, dove “l’uomo” parla ancora con la natura, mentre solo voci ritmate e antichi stornelli spezzano i silenzi. E il silenzio, qui, tra bellissimi portali, case di pietre messe una sull’altra da sapiente mani, ha la forza di divenire suono piacevole che sottolinea la purezza della gente che abita questa terra baciata da Dio. Profumi intensi che ti invitano a riflettere, ma anche a guardare con gli occhi di un bambino il cielo, gli alberi, l’acqua delle sorgenti. Grani di un lungo rosario di realtà che si possono vivere intensamente, mai ostentate, ma neppure nascoste. Il nuovo allestimento dell’artigianato e della cultura materiale e immateriale albanese è una realtà che ci tiene ad accompagnarti attraverso un quadro di vita del passato, mantenuto integro tra le nuove tecnologie e le comunicazioni di massa globalizzate. Gli spazi espositivi rappresentano il territorio e il suo paesaggio rurale, il borgo abitato ed il suo tessuto edilizio ed urbanistico, la comunità e la sua cultura. Un vero contenitore di memorie, oltre ad essere un laboratorio di futuro. Il Museo vuole essere un luogo ed un modo di conservare, tutelare, valorizzare, promuovere l’identità culturale, territoriale, sociale, economica della comunità locale arbëreshe di San Paolo Albanese, è lo strumento per produrre nuova cultura, ma anche oggetto di una vera e propria scommessa di crescita economica, capace di dare speranza ai giovani. E proprio dalla prima Conferenza Regionale dei Musei Etnografici lucani, “Ipotesi per la costituzione di una rete museale regionale”, lavori coordinati dal professore Ferdinando Mirizzi, arriva la proposta di creare una rete fra musei, un esempio anche per altri tipi di rete. Il Museo, spiegano gli antropologi, nasce dentro, capace di nutrire esperienze e speranze, una strada aperta, insomma, per dare forza, carattere e impulso a una Regione che ne ha bisogno. Le giornate di studio, “Musei, Patrimonio e Sviluppo Locale”, sono state chiuse dal sindaco Anna Santamaria e dal presidente della Giunta regionale della Basilicata Vito De Filippo, che ha salutato con favore l’iniziativa: “utile a creare reti e opportunità per una Regione che, pur vivendo una congiuntura economica difficile, lavora per costruire per tutti un futuro migliore, tenendo al centro dell’agenda di governo i Beni culturali”.
Vincenzo Diego
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