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| Casta e soldi si taglia tutto ma non i dirigenti esterni |
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21/09/2011 |
| Razionalizzare la spesa, tagliare le consulenze, ridurre i costi della pubblica amministrazione. Un obbligo in momento di crisi come quelli attuali. Eppure se da un lato - gli esponenti politici di destra e sinistra - parlano della necessità di ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione, dall’altro non sempre alle parole danno seguito i fatti. Almeno questo è avvenuto con una proposta di legge presentata dal consigliere regionale dell’Api, Alessandro Singetta, con cui si chiedeva la riduzione dei dirigenti esterni che possono essere assunti dalla Regione Basilicata.
La proposta - che seguiva una legge regionale che fissava in un tetto massimo del 23 per cento per il personale che può essere preso dall’esterno (tra direttori generali, dirigenti pubblici e professionisti privati) - infatti è stata bocciata dalla prima commissione consiliare regionale. Un voto by partisan se si tiene presente che a votare contro quella legge sono stati gli esponenti del Partito democratico, mentre gli esponenti del Popolo delle Libertà e dei Popolari uniti si sono astenuti. A votare a favore, invece, sono stati gli esponenti dell’Italia dei Valori, dei Socialisti, di Sinistra e Liberta, di Api, di Io amo la Lucania, dei Dec e dell’ Mpa. In tutto dieci voti contrari, nove voti a favore e otto astenuti.
Tra astensioni e voti by partisan, dunque, la riduzione è stata bocciata. Eppure la forbice tra l’attuale normativa regionale e la percentuale massima di dirigenti esterni provenienti dalla pubblica amministrazione è solo del due per cento, ossia sarebbe dovuta passare dal dieci all’otto per cento (10 per cento a cui si somma un 5 per cento di direttori generali e un 8 per cento di professionisti provenienti dal settore privato). Due punti percentuali in meno, due punti che però rappresentavano un risparmio economico e qualche incarico in meno. Ora, invece, per raggiungere questo obiettivo si dovrà attendere il voto in Consiglio regionale. ed auspicare che in aula le cose cambino.
«Si tratta di una proposta di legge giusta e opportuna visto che parla di razionalizzazione della spesa e di tagli - precisa il consigliere Singetta - con essa, inoltre, si valorizza il personale interno e si riduce la spesa per il personale. Tra l’altro,non si poteva applicare immediatamente ma si doveva attendere la prossima legislatura Sarebbe stato un segnale importante per dire alla gente che stiamo cercando concretamente di ridurre la spesa impreduttiva». Ora, però, per dire questo alla gente si dovrà attendere un’altra occasione.
di ANTONELLA INCISO
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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