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«Aprite a Matera la facoltà di architettura»

12/09/2011



Costituire il Dipartimento universitario senza indugi. La richiesta giunge dai sodalizi Città Plurale, Legambiente, Aiart e associazione Libera, associazione per la Sinistra, Suigeneris e Mutamenti a Mezzogiorno che tornano sulla vicenda del Campus universitario in corso di realizzazione nell’area dell’ex ospedale di Matera chiedendo alle istituzioni regionali, provinciali e locali di attivarsi per dare alla città una struttura strategica per l’intero territorio lucano.

«Questa volta non è in discussione la realizzazione delle strutture del Campus Universitario che ricordiamo sono in fase di realizzazione nell’area del vecchio ospedale. È in fase di riqualificazione il padiglione Plasmati, un totale di 13 mila metri quadrati circa, in cui saranno realizzate le aule, i laboratori, gli uffici, gli studi e i servizi, utilizzando 18 milioni di euro provenienti dall’ art. 28 legge regionale n.5 del 27 gennaio 2005 che ha assegnato all’Università di Basilicata un totale di 24,6 milioni di euro dai fondi Fas delibera Cipe n. 20 del 20 settembre 2004 per interventi infrastrutturali per Macchia Romana e alla realizzazione del Campus Universitario nell’area ex ospedaliera di Matera. A breve partiranno anche i lavori di ristrutturazione del padiglione Stella (12 milioni di euro tra fondi regionali e fondi Miur) in cui sarà realizzata la Casa dello Studente con residenze, biblioteca, impianti sportivi e mensa. Infine sarà riqualificata l’intera area con una previsione di ulteriori 7 milioni di euro con altri impianti sportivi ed un parcheggio sotterraneo. Ci auguriamo che l’intervento proceda celermente, senza ulteriori intoppi e perdite di tempo e rispettando la scadenza dichiarata dall’assessore Rosa Gentile del 13 aprile 2013».

Le associazioni ricordano l’Accordo di Programma sottoscritto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dall’Università di Basilicata e dalla Regione, per il miglioramento della qualità, l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica, di ricerca e gestionali, a ottimizzare l’utilizzazione delle strutture e delle risorse. «L’Ateneo materano ha dimostrato in tutti questi anni di avere grandi capacità trainanti e attrattive per un vasto bacino di utenza che non è solo provinciale ma che coinvolge i grossi Comuni della vicina Puglia e i numeri e i risultati lo dimostrano in maniera evidente e inequivocabile. Per tutti questi motivi la città di Matera non può essere priva di quelli che oggi la nuova riforma chiama Dipartimenti, che rappresentano il fulcro fondamentale dell’Ateneo, centri che gestiscono la didattica, la ricerca e tutto quello che compete la reale azione universitaria che ricade sugli studenti e sulla crescita culturale ed economica del territorio. Matera, per il suo ricco patrimonio artistico, culturale, storico e archeologico e avendo alle spalle un esempio unico di laboratorio di urbanistica che può essere recuperato e rivitalizzato con la presenza della facoltà di architettura, rappresenta le sede naturale di un dipartimento di architettura, beni culturali e del paesaggio. Le ultime preoccupanti notizie, riportano alla ribalta questa volta il problema del riassetto organizzativo e dei contenuti dell’Università di Basilicata e, in particolare e specificatamente, il destino del polo Materano. I dipartimenti ad oggi, da quelle che sono le proposte progettuali in discussione, sono cinque per la sede di Potenza e uno per la sede di Matera. Proposte che potranno dare nuovo ed equilibrato impulso alla nostra università, annullando, finalmente e definitivamente, le eccessive, e inspiegabili disparità riscontrate sino ad oggi tra le due sedi. La decisione spetterà al Senato Accademico che entro fine mese dovrà approvare, e noi ci auguriamo all’unanimità, i sei progetti di costituzione dei dipartimenti, mostrando senso di responsabilità per uno sviluppo equilibrato e imparziale dell’Università di Basilicata».

di DONATO MASTRANGELO
Gazzetta del Mezzogiorno



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