|
| Marche:Pd chiede che si blocchi il finanziamento per il Metapontino alluvionato |
|---|
9/09/2011 |
| Prima la Lega, ora il Pd. Prima il Veneto, ora le Marche. Prima il bonus carburanti, adesso i 7 milioni di euro che il Governo avrebbe stanziato al Metapontino per i disastri causati dalle alluvioni dello scorso marzo. Ma dalle Marche arriva la rivendicazione: sono stati accertati 500 milioni di euro di danni. Cinque volte di più rispetto alla terra lucana. Ebbene, quest'ultima avrebbe ricevuto un finanziamento grazie all'ultima manovra finanziaria in corso di approvazione, mentre alle Marche neanche una lira. E' questa l'accusa che il Partito Democratico fa al Governo.
"Con un emendamento alla manovra anticrisi introdotto di straforo al Senato - denuncia il deputato del Pd Massimo Vannucci, che preannuncia un appello al Capo dello Stato - vengono destinati 7 milioni di euro alla regione Basilicata per la calamità del febbraio-marzo scorsi. Una beffa: si richiama infatti il decreto del 10 marzo 2011 del presidente del Consiglio con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza per le Marche e la Basilicata; le Marche pero’ non vengono finanziate".
"Fra l’altro - sottolinea - nelle Marche sono stati certificati danni per circa 500 milioni di euro, cinque volte più alti di quelli lucani’’. Prima della sospensione estiva, la Camera aveva approvato all’unanimità una mozione che individuava un percorso comune per tutte le calamità, per il ripristino delle infrastrutture e gli indennizzi alle imprese e alle famiglie. Il voto del Senato dunque è anche “uno schiaffo alla Camera, oltre che alle altre regioni".
"Riproporremo il tema alla Camera e ci appelleremo al presidente della Repubblica affinché questa parzialità venga fermata. Il ministro dell’Economia - conclude - dovrà sterilizzare la norma fino alla decisione generale sul tema delle calamità, per ovviare al blocco dell’operatività della protezione civile determinato dalla legge Milleproroghe".
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |