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| Le reliquie di Padre Pio accolte nella Chiesa di S.Lucia a Potenza |
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7/09/2011 |
| Una grande folla insieme al parroco don Luigi Vignola ha accolto le Sacre Reliquie di Padre Pio scortate da padre Agostino della parrocchia di Vitinia alle porte di Roma e collocate nella Chiesa di S.Lucia nel centro storico di Potenza. Le reliquie sono state accompagnate dalla signora Irene Gaeta e dai discepoli di Padre Pio di Vitinia che sono arrivati a Potenza per far conoscere le opere e i progetti di carità che da molti anni vengono portati avanti attraverso la casa accoglienza di Vitinia. Un centro che continua la sua opera in difesa della vita accogliendo particolarmente ragazze madri ed anche madri e bambini fuori sede con gravi problemi di salute. Un guanto, un ostensorio contenente il sangue con la garza, un panno di lino che serviva a proteggere il costato di Padre Pio e il crocifisso appartenuto al Santo di Pietrelcina custodito dalla signora Irene sono le Sacre Reliquie che i devoti di Potenza potranno ammirare e pregare in questi giorni. A questo punto è necessario fare un passo indietro. A solo otto anni e mezzo una bimba di Roma la piccola Irene Gaeta incontrò nella sua stanzetta un frate; era il 1946. Lei non lo conosceva e tanto meno provò ad immaginare chi poteva essere quel buon uomo. Le apparve in bilocazione mostrandole la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo. Le rivelò di essere il suo protettore fin da quando era ancora nel grembo della madre. “Ti ho salvata e ti salverò sempre” – le sussurra Padre Pio – con queste parole il frate di Pietrelcina consacrò la vita della piccola bambina affidandole un'intensa attività di preghiera, adorazione eucaristica e carità. Irene, oggi diventata nonna, è arrivata a Potenza portando le Sacre Reliquie che resteranno fino a giovedì 8 settembre. Sin dal primo giorno i devoti sono accorsi per pregare davanti le Reliquie e per abbracciare e ascoltare la testimonianza della signora Irene. San Pio da Pietrelcina le indicò la strada da seguire e le diede il compito di essere la promotrice di opere di carità e solidarietà. La sede accoglienza, associazione di fedeli, ospedali pediatrici, centri di ricerca per le malattie genetiche dei bambini come quello, che è ancora in cantiere, che si occuperà della ricerca per il tumore e le malattie polmonari e del sangue dei bambini. Padre pio – ha sottolineato la signora Irene – mi ha indicato sempre tutto quello che abbiamo fatto – mi ha riempito la vita e si è fatto promotore dei disegni della Grazia di Dio.
Vincenzo diac. Terracina
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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