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| Senise: la statua della Madonna nera ritorna all'antico splendore |
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5/09/2011 |
| “Jamm 'a lu Monte a trovare,la Riggina nci voglio star vicino,o chi gioia che sarà.
Pi mmare e pi terra si numminata Tu ,Maronna ri Viggiano si chiena ri virtù”.
Le parole di questa canzone, tramandate da generazioni in generazioni, hanno caratterizzato la devozione dei senisesi e non solo per la Madonna nera più conosciuta come la Madonna di Viggiano. Il culto alla bella Signora del Monte ha conosciuto nei secoli un crescendo continuo, fino a cristallizzarsi in quelle forme di religiosità popolare che ancora oggi costituiscono una delle caratteristiche più originali e autentiche della fede dei lucani. Il pellegrinaggio al Monte, con la sua fatica ed insieme con la sua suggestione, costituisce senz'altro la forma di culto più praticata e significativa. Ancora oggi, nel periodo estivo, decine di migliaia di persone, provenienti non solo dalla Basilicata ma da tutto il Sud Italia, raggiungono a piedi la vetta del Sacro Monte per far visita alla Madonna Nera che, dopo un periodo di permanenza sul Monte, la prima domenica di settembre, viene riportata giù in paese. Le origini del Santuario di Viggiano , come quelli di tanti santuari mariani, restano avvolte nel mistero. A partire dal Sacro Monte il culto alla Madonna di Viggiano si è diffuso, a macchia d'olio, in ogni paese della Lucania. Cappelle dedicate a lei sorgono in numerosi paesi vicini e non è raro imbattersi un po' dappertutto in edicole votive a lei consacrate. Proprio a Senise, nella prima domenica di settembre, sono iniziate le celebrazioni per ricordare i venti anni della collocazione di una statua della Madonna nera in una edicola ubicata nel rione che porta il Suo nome “Madonna di Viggiano”. Per l'occasione, la parrocchia di Senise, alcuni mesi fa, ha pensato di apportare alla statua un restauro incaricando il signor Pasquale Pizzo di Senise che, con grande professionalità, ha portato la statua all'antico splendore. In tutta la sua bellezza è stata accolta in largo S. Biagio da numerosi devoti che in processione l'hanno accompagnata fino alla Chiesa di S. Francesco dove si svolgeranno, dal 4 all’ 11 settembre le celebrazioni in Suo onore che culmineranno con la processione per le vie del paese, prima di essere collocata nell'edicola votiva. La statua ricalca, fedelmente, quella originale del Santuario di Viggiano. E' rappresentata seduta in trono, con sulle ginocchia il fanciullo Gesù. Sia il volto della Madre che quello del Figlio sono di colore olivastro. Sia la Madre che il Figlio portano nel palmo della mano il mondo. Significativo è l'atteggiamento della Vergine. Ella non solo non stringe il Bambino al suo petto, ma sembra quasi che lo induca a scendere dalle sue ginocchia, come se volesse donare il Cristo al mondo, dopo averlo partorito nella fede. Infine, la corona in testa, indica al devoto che Maria è stata proclamata, a conclusione del Concilio Vaticano II dell'anno 1965, dal Santo Padre Paolo VI con la bolla “ Lucanae genti”Patrona e Regina delle genti lucane.
Vincenzo diac. Terracina
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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