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“Amara Lucania”, iniziativa a Corleto

4/09/2011



I problemi dell’ambiente sono oggigiorno sempre più al centro delle politiche mondiali, europee, nazionali e di attività promosse da movimenti sociali e organizzazioni del Terzo Settore. Per la nostra società civile si presenta, infatti, la necessità di porre in questione stili di vita e di consumo non sostenibili e un sistema economico-produttivo in cui la gestione delle risorse naturali e lo smaltimento dei rifiuti industriali avviene troppo spesso in maniera irresponsabile, provocando danni al pianeta e alla salute degli esseri umani. La consapevolezza della popolazione su queste problematiche risulta, tuttavia, ancora molto bassa; allorché non si infonde il germe di una nuova cultura ed è carente o parziale l’informazione, esse non vengono neppure percepite come reali. L’attenzione mediatica si rivolge perlopiù a fatti di cronaca ambientale che accadono in luoghi geograficamente lontani -Fukushima in Giappone, la Marea Nera sulle coste della Louisiana, etc., mentre le notizie relative al territorio circolano con difficoltà, al punto da rendere legittimino il sospetto, almeno in alcuni casi, di una reticenza voluta per questioni di interesse. Così, in Lucania è facile imbattersi nell’illusione di senso comune di vivere in una terra ancora incontaminata, estranea ai rischi e pericoli per la salute e l’ambiente denunciati in altri luoghi del mondo.
Per tutte queste ragioni si è voluto proporre un’ iniziativa a Corleto Perticara, una piccola comunità della Basilicata, che possa stimolare un dibattito sulle questioni ambientali relative al territorio con l’obiettivo generale di dare impulso allo sviluppo di una nuova sensibilità ecologista soprattutto tra le nuove generazioni, offrendo in questo modo, un contributo culturale utile a favorire positive inversioni di tendenze, con il fine di accrescere l’informazione su fatti economici e politici che impattano sull’ambiente a livello regionale e sostenere un atteggiamento più critico da parte della popolazione.
L’iniziativa si è svolta con la proiezione del documentario “Amara Lucania” di Andrea Spartaco che affronta questioni scottati quali i danni ambientali e sulla salute causati dall’industria chimica e amiantifera, lo sfruttamento petrolifero, gli intrecci tra malavita organizzata e smaltimento illecito.

Per approfondire i temi dell’inchiesta è seguito un dibattito con l’autore a cui hanno preso parte Chicca D’Alessandro del coordinamento regionale di Libera Basilicata e Vito Mazzilli presidente del WWF Basilicata. L’invito a partecipare è stato altresì esteso, senza esito positivo, ad una controparte istituzionale, ovvero all’Agenzia Arpab con la richiesta di diffondere dati aggiornati sui livelli di contaminazione delle principali matrici ambientali (acqua, aria, suolo...) e illustrare i meccanismi del monitoraggio; e ancora all’Assessore all’Ambiente Agatino Mancusi affinché possano esser rese note le politiche implementate dal governo regionale per la tutela ecologica e la sostenibilità dei processi produttivi.
L’iniziativa è stata promossa da un gruppo di giovani cittadini lucani e si è rivelata un’occasione pubblica di informazione e dialogo su questioni di interesse collettivo su cui si ravvisa una scarsa attenzione. Essa ha avuto, dunque, origine in un moto spontaneo di senso civico estraneo a ideologie politiche e non riducibile ad uno sterile intento oppositivo o polemico nei confronti dei decision makers lucani, ma orientato, piuttosto, dall’ambizione di stimolare una maggiore coscienza ecologista nella nostra comunità e la consapevolezza di un diritto-dovere del cittadino, ovvero quello di pretendere il rispetto delle leggi e un maggiore disciplinamento delle attività di sfruttamento del territorio a tutela dell’ambiente, della salute pubblica, del lavoro.

Simone Palermo



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