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| Senise, l’Eni scrive una missiva. Il destinatario è morto 10 anni fa |
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3/09/2011 |
| SENISE - “Gentile Attilio Terracina, grazie per aver scelto Eni, la più grande società energetica italiana». Comincia così la lettera, inviata da Eni divisione gas & power ad un cittadino di Senise, che specifica: “La Proposta di Contratto da lei formulata in data 01/07/2011, unitamente ai mandati da lei conferiti con la Proposta stessa, è stata accettata da eni con riferi-mento ai punti prelievo sotto indicati».
Da una primissima lettura dunque un normale contatto per l'acquisizione di una nuova fornitura di servizio di energia ad una famiglia.
Leggendo con più attenzione invece, la missiva nasconde un miracolo che ha fatto trasecolare Mario, figlio del destinatario della stessa, che si è posto una semplice domanda: come avranno fatto, qui c'è odore di miracolo.
Attilio Terracina, abitante in via Chiesa, 19 a Senise infatti è morto esattamente dieci anni fa.
Il miracolo dunque sarebbe nel fatto che, stando a quanto sostenuto dall’Eni, nonostante ciò, lo stesso, avrebbe formulato la proposta di contratto appena due mesi fa, esattamente l' 1-7-2011.E Mario a scervellarsi: «guarda un pò la tecnologia, riescono a mettersi in contatto con l'aldilà, e dicevano che questo non sarebbe mai stato possibile fino a qualche tempo fa».
La casa paterna di via Chiesa,19, è vuota e chiusa a chiave da circa due anni, ossia dalla morte anche della madre Antonietta e dunque non ci sono dubbi, l'eni si sarà messo in contatto con il padre direttamente dall'aldilà ,ha pensato il figlio, assegnandogli anche i n uovo numero cliente 505358212981. Anche se in pratica non ha più bisogno di energia per quella abitazione nella quale ha passato una vita ma quella meno costosa bastevole per il lumino votivo della nuova e definitiva dimora.
Cosa piuttosto inquietante è poi che la stessa identica lettera è stata anche recapitata proprio a fianco dell'abitazione del defunto Attilio, ad una signora morta addirittura nel lontano 1997, quattordici anni orsono. Che ci sia ,pur di fare un nuovo contratto, un serio tentativo i riportare davvero in vita le persone?
Gianni Costantino
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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