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| Montecotugno: raddoppio delle condotte verso la Puglia? |
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1/09/2011 |
| I 180 milioni di euro previsti nel programma Fas della Regione Puglia e dedicati alla risorsa idrica, riguarderebbero lo “Schema del Sinni” e non, precisamente, il raddoppio della condotta esistente che, in pratica, porta l’acqua dalla diga di Montecotugno fino al Salento. Un raddoppio, però, previsto nei progetti originari e mai realizzato. Ma, è pur vero, che nei progetti originari, l’approvvigionamento idrico dell’asse Sinni-Puglia, con al centro il grande invaso senisese, doveva usufruire anche delle acque di Sauro e Sarmento, fino ad ora inutilizzate. Aspetto non secondario che, ad oggi e almeno fino ad un completamento di tali affluenti, renderebbe perlomeno “esagerata” l’esigenza di realizzare la doppia condotta. Anche se, come ha detto l’assessore alle Opere idriche della Puglia, Fabiano Amati, “''il raddoppio del Sinni risponde ad una mera esigenza idraulica, perche' motivato dalla necessita' di disporre di vettori alternativi, cosi' da non rischiare mai l'interruzione del trasferimento idrico, qualora l'unica condotta dovesse avere l'esigenza di subire lavori di manutenzione”. “Il riferimento non è ad un aumento di portata idrica- spiega il Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo- perché tutto ciò che riguarda il bacino idrico della Basilicata non può non considerare la volontà della stessa Basilicata e le decisioni del Comitato istituzionale che io presiedo. Inoltre esiste una regola secondo la quale occorrerebbe prima raggiungere il soddisfacimento idrico della Regione che cede, cioè la Basilicata prima di parlare di tutto il resto”.
Nessun raddoppio di portata d’acqua, dunque, ma riferimento generale allo schema idrico del Sinni? Potrebbero, nella scala di priorità dei 180 milioni di euro previsti, esserci anche altre opere di manutenzione e di completamento, come quelle del Sauro e del Sarmento? E, soprattutto, come chiedono voci di popolo e di partito, il tutto potrebbe influire sul ripensamento dei parametri alla base dell’Accordo Puglia-Basilicata, nell’ottica del nuovo Bacino Idrico Meridionale?
“L'auspicata rinegoziazione dell'accordo di programma - dice Amati - sull'aumento del valore economico del ristoro ambientale e' esigenza solo teoricamente accoglibile, perche' il raggiungimento concreto di tale obiettivo si potra' raggiungere solo giungendo alla sottoscrizione di un unico accordo di programma tra le regioni del distretto idrografico meridionale, in conformita' con quanto previsto dal piano di gestione vigente, approvato all'unanimita' da tutte le Regioni''.
“Il Bacino Meridionale- spiega De Filippo- è una prospettiva nuova che sta portando tutte le Regioni a valutare in che modo collocare esigenze, punti di forza e criticità in questo nuovo dimensionamento”. Come per dire: la Basilicata non può e non deve avere un ruolo marginale e, come le altre regioni, rifletterà sul suo più adeguato inserimento rispetto a ciò che prende e a ciò che offre. Infine, sui ritardi da parte della Regione Puglia in merito all’accordo quadro sulla risorsa idrica sottoscritto con la Regione Basilicata che prevedeva il pagamento dell’acqua utilizzata al costo stabilito dal comitato per la gestione della risorsa idrica, De Filippo spiega che: “dopo situazioni condivise anche dal Comitato istituzionale, nell’ottica della solidarietà tra Regioni, ad oggi la Basilicata incasserà gli importi previsti”.
Un “raddoppio” previsto nei progetti originari e mai realizzato, forse per problemi economici. Lo “Schema Idrico del Sinni” comprende vasti territori ricadenti nelle province di Potenza, Matera, Taranto, Brindisi e Lecce oltre a parte della provincia di Cosenza. Le fonti principali di accumulo sono rappresentate proprio dall’invaso di Montecotugno, della capacità utile di 430 milioni di metri cubi. Uno schema che deve essere ancora completato, perché è previsto che l’invaso anche gli afflussi del Torrente Sarmento e del Fiume Sauro nonché del bacino differenziale del Fiume Agri. Gli afflussi di Sauro e Sarmento devono ancora essere completati. In particolare, la galleria “Sarmento-Sinni” (prevista dalla fine degli anni Settanta) è interessata, negli ultimi mesi, da lavori di consolidamento propedeutici allo scavo vero e proprio degli ultimi metri necessari per raggiungere le acque dell’invaso (circa 470 metri prima di portare nella diga 80 milioni di metri cubi in più). L’acqua utilizzata viaggia in una condotta di 3 metri di diametro, che arriva fino al Salento.
“E’, inoltre, previsto il raddoppio della stessa condotta- come si legge sul portale ufficiale dell’Ente Irrigazione- sino al raggiungimento del nodo idraulico di Ginosa. I volumi complessivi in gioco superano i 1000 Milioni di metri cubi. La risorsa viene utilizzata per i tre comparti: civile 250 Milioni, irriguo 720 e industriale 30”.
“Nel progetto originario- si legge nel volume a cura del Ministero per le Infrastrutture e Trasporti che riguarda proprio il sistema idrico pugliese- era previsto che l’adduzione della portata avvenisse mediante un acquedotto a 2 canne parallele del diametro interno di 3 metri. Attualmente è stata realizzata la prima delle due canne quale stralcio dell’intero complesso con portata iniziale di circa 18 mc/s che si riduce progressivamente in relazione ai prelievi lungo il percorso”.
E per potenziare la capacità di trasporto idrico dell’adduttore sul Sinni “si tratta di potenziare alcuni pezzi dell’acquedotto promiscuo del Sinni per consentire che lo stesso possa trasportare la sua portata massima di 18 mc/sec. L’opera di ristrutturazione riguarda le torri piezometriche n. 4bis e 5 ed il relativo adduttore. Inoltre, i volumi di acqua accumulati nell’invaso del Sinni sono destinati ad aumentare attraverso gli apporti del Sarmento e della gronda Agri-Sauro”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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