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Discarica Lauria: la Procura indaga per presunta fuoriuscita di percolato

29/08/2011



La Procura di Lagonegro sta indagando sulla presunta fuoriuscita nei terreni (dove forse c’è anche una falda acquifera) di percolato della nuova discarica di Carpineto a Lauria. L’impianto, costato all’incirca 8 milioni di euro ed entrato in funzione più o meno un anno fa, è stato chiuso dal sindaco Gaetano Mitidieri, ricordiamo, agli inizi dello scorso mese di luglio proprio per il timore di perdite di percolato (11 comuni del Lagonegrese sono costretti a portare la loro spazzatura altrove con notevole aggravio di spesa).

I magistrati di Lagonegro si stanno muovendo dopo che sui loro tavoli sono approdati alcuni esposti anonimi. Ovviamente l’indagine è all’inizio, motivo per cui non si parla ancora di indagati. Ci saranno degli accertamenti e, a seconda degli esiti, la Procura si regolerà sul da farsi. Le verifiche serviranno ad appurare l’eventuale presenza nei terreni circostanti la discarica di tracce di percolato, il liquido che trae prevalentemente origine dall’infiltrazione di acqua piovana nella massa dei rifiuti e dalla loro decomposizione. Un liquame che doveva essere captato da pompe e portato nella vasca di raccolta ma che potrebbe, invece, aver trovato una via di scolo nel sottosuolo a causa di un pozzetto costruito non proprio come da progetto.

Almeno così sostengono gli amministratori di Lauria ed è la ragione per la quale due mesi fa il sindaco Mitidieri ha chiuso in fretta e furia l'impianto, temendo proprio l'inquinamento per la fuoriuscita di percolato nonostante si fosse tentato di tamponare alla meglio. In attesa di conoscere quali saranno gli sviluppi dell'indagine, il vice sindaco di Lauria, Rosario Sarubbi, annuncia che i lavori per rimettere in funzione l’impianto sono praticamente ultimati. Il percolato è stato svuotato (circa 5. 500 metri cubi), il pozzetto finito sotto accusa rifatto e la vasca di smaltimento dei rifiuti risistemata. Il tutto, ci tiene a sottolineare Sarubbi, nei tempi previsti dal crono programma, ossia entro al fine del mese di agosto. Restano da sistemare dei sensori di allarme (cosiddetti piezometri) per le fuoriuscite di percolato. Il progetto ne prevede tre, la Regione ne ha chiesto altri tre per una maggiore sicurezza.

A sentire Sarubbi, per completare questa fase di monitoraggio ci vorranno altre due settimane. Poi la palla passerà al massimo ente regionale. «Ma noi – rimarca Sarubbi - non vogliamo che la discarica riapra fino a quando non entrerà a regime, ossia funzionerà non solo per scaricare i rifiuti ma anche per trattarli».

L’impianto di Lauria, infatti, è tra i più moderni della Basilicata e nasce proprio come impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani da trasformare in eco balle e inviare poi a termo distruzione negli appositi centri, come ad esempio l’inceneritore di Melfi. Di eco balle, però, non ne ha prodotta neppure una. L’impianto è stato aperto in regime provvisorio e solo per consentire all’hinterland (11 comuni più una parte del capoluogo di regione) di avere un posto dove scaricare i rifiuti.




Pino Perciante
la gazzetta del mezzogiorno



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