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L’ “Onda Rosa” attende risposte da De Filippo e intanto scrive a Napolitano

19/08/2011



Lo scorso 5 agosto si è tenuto un incontro informale tra alcuni cittadini della zona della Vigne di Viggiano, la zona della Val d’Agri che più di tutte subisce la presenza del centro olio dell’Eni, e il presidente della giunta regionale, Vito De Filippo. In quell’occasione, ricordano le signore del movimento “Onda Rosa”, consegnammo al governatore, per iscritto, alcune domande alle quali non abbiamo ancora avuto risposte e che "vorremmo pubblicaste sul vostro sito web affinché diventino pubbliche e magari servano da “memorandum” per il presidente". Sull’incontro di allora, la dottoressa Rita D’Ottavio –esponente Onda Rosa e referente WWF Val d’Agri-, riferisce di aver avuto l’impressione che il presidente non conoscesse ancora la relazione che l’ArpaB, il 27 luglio, aveva inviato a Regione Provincia e Comune di Viggiano e nella quale l’Ente evidenziava come la presenza di benzene nelle acque sotterranee, superasse di ben 2 punti e mezzo i valori massimi consentiti. Altro aspetto che lascia perplessi, riguarda l’approccio ai nodi affrontati. “Il presidente ha tenuto a rassicuraci circa i risarcimenti. Questo argomento, pur nella sua importanza, è l’ultima della nostre preoccupazioni -dice ancora la D’Ottavio-, a noi interessa sapere quanto vale la nostra vita". E’ da questo interrogativo principe che muovono le varie domande. Clicca qui per leggere le domande a De Filippo.
Per dare forza alle proprie iniziative, il movimento delle donne e mamme, attraverso una lettera inviatagli, chiama in causa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché metta fine alla cultura dominante del “tutto a posto”. E’ questo,infatti, il ritornello che sempre si ripete dopo botti, fiammate e puzze che rendono ormai invivibile l’area. Tutte conseguenze di “non incidenti”, come li definiscono i responsabili Eni, i quali, spesso, non ritengono di segnalare gli eventi alle autorità competenti. L’ultimo incidente si è verificato il 19 luglio. «Alle 6 esplosioni che hanno fatto vibrare le abitazioni, è seguito l’innalzamento della fiamma e la fuoriuscita di liquido che al contatto col terreno prendeva fuoco», si legge nella lettera a Napolitano. Riferiscono poi che in quella circostanza sono stati allertati carabinieri e vigili del fuoco e della mancata risposta del sindaco di Viggiano, Giuseppe Alberti, alle loro chiamate. Leggi la lettera a Napolitano. Guarda il video delle fiammate del 19 luglio.

Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it




QUANTO VALE LA NOSTRA VITA?
8 domande al Presidente della Regione Basilicata su :
SALUTE: Quanto vale la nostra vita se in 15 anni dalla nascita del centro olio, non siete stati capaci di dar vita ad un monitoraggio sanitario sulla popolazione locale? Quanto vale la nostra vita se tutte le istituzioni, dal Sindaco alla Regione, passando per l’ARPAB (almeno fino all’altro ieri…) dicono sempre che tutto è a posto?
AMBIENTE: Quanto vale la nostra vita se , nonostante siano passati 15 anni dalla nascita del centro olio e 13 dall’accordo di programma ENI-Regione Basilicata, non siete stati capaci di realizzare una rete di monitoraggio funzionante per il controllo degli inquinanti ambientali, a parte sporadiche realtà malfunzionanti e lacunose? Perché l’ARPAB, unico ente ufficiale di monitoraggio regionale, ancora continua a non rispondere alle nostre domande? Perché i fondi delle royalties destinati al monitoraggio sono stati depistati per altro uso?
ACQUA: Quanto vale la nostra vita e quella dei nostri fratelli pugliesi se con le attività petrolifere si rischia di perdere un bene così prezioso come l'acqua? L'avranno infatti sicuramente informata dei superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione per alcuni inquinanti rilavati da ARPAB nei piezometri del Centro Oli.
VERITÀ: Quanto vale la nostra vita se, ad ogni incidente chiamato “evento”, non abbiamo risposte né dalle Istituzioni né dalle forze dell’ordine quasi fossimo delle visionarie o pazze? Perché tutte le Istituzioni sembrano dalla parte dell’ENI piuttosto che da quella della popolazione che a pieno titolo pretende la verità sugli incidenti/eventi al centro olio. Perché tutti voi vi precipitate a dire ad ogni incidente/evento che è tutto a posto?
SICUREZZA.: Quanto vale la nostra vita se più di una volta abbiamo assistito impotenti ed indifesi ad incredibili boati seguiti da fiammate altissime e violente vibrazioni che, se non ignorati, sono stati liquidati come “ eventi” dall’ENI e dalle autorità competenti.? Perché abbiamo un Piano di Emergenza Esterno che è solo un pieghevole che non sappiamo più dove abbiamo messo? Perché, come da noi richiesto ufficialmente, non si realizza il PEE impostato secondo la “sicurezza partecipata” come a Porto Marghera, in cui i cittadini non sono utenti ma protagonisti della propria sicurezza “informata e partecipata”?
PROGETTI FUTURI.: Quanto vale la nostra vita quando le logiche economiche prevalgano sulla tutela di un territorio, sulla qualità della vita e sulla salute dei suoi abitanti? Quali scellerati progetti di espansione del centro olio e di ulteriori estrazioni sono stati già concordati e quanto ancora si prevede in termini di sfruttamento del nostro territorio?
LAVORO: Quanto vale la nostra vita se nella nostra amata Terra non possiamo più fare progetti per noi ed i nostri figli? Perché avete svenduto il nostro territorio, per più o meno 300 posti di lavoro in ENI, minacciando la nostra salute e bruciando tutte le prospettive di lavoro nel turismo ed in agricoltura ? Perché ci avete regalato un Parco Nazionale che di “nazionale” ha solo i pozzi di petrolio e che nessuno probabilmente conoscerà mai al di fuori della nostra valle ? Perché non vendiamo più o vendiamo a prezzi ridotti i prodotti della nostra terra?
Infine… ma solo infine: RISARCIMENTI: Quanto vale la nostra vita se non siete capaci di darci ciò che ci spetta di diritto e non per elemosina? Che fine hanno fatto i soldi delle “nostre” royalties che sembra siano stati stanziati per il “ristoro” dei cittadini delle “vigne” e spariti misteriosamente?

Caro Presidente De Filippo, quanto vale la nostra vita se lei non ha la coscienza ed il coraggio di ammettere gli errori di chi l’ha preceduta su quelle poltrone: l'imperdonabile errore di mettere un centro olio in un’area bellissima, circondata da montagne e ricchissima di acqua, in cambio di altissimi rischi e di un pugno di posti di lavoro.
Abbia almeno l'umiltà di chiedere scusa a noi ed al nostro territorio per le scellerate scelte fatte e che continuate a fare al di sopra delle nostre teste!
5 agosto 2011


Lettera al Presidente della Repubbkica Italiana

Ill.mo Presidente della Repubblica Italiana
On. Giorgio Napolitano
ci rivolgiamo a Lei per un appello che riguarda la salvaguardia del nostro territorio e della nostra salute. Siamo cittadini che vivono a Viggiano ( PZ ) nelle adiacenze del Centro Oli Val d’Agri della ENI Divisione E&P, un centro oli che tratta giornalmente i circa 90 mila barili di petrolio estratto dai giacimenti della nostra Terra.
Da 15 anni conviviamo con questa realtà che avrebbe dovuto portare lavoro e sviluppo nel totale rispetto dell’ambiente ed invece ci costringe a respirare un’aria puzzolente, costantemente illuminati dalla torcia di un camino, con un sottofondo di fastidiosi e spesso insopportabili rumori. Più di una volta abbiamo assistito impotenti ed indifesi ad incredibili boati seguiti da fiammate altissime e violente vibrazioni semplicemente liquidati come “ eventi” dall’ENI e dalle autorità competenti.
Siamo sempre rassicurati che è tutto a posto e tutto sotto controllo ma intanto viviamo male e ci ammaliamo sempre più frequentemente, ma il nostro malessere viene minimizzato quasi fossimo tutti degli ipocondriaci.
Ma non è tutto a posto e soprattutto sotto controllo! Nonostante le più ampie rassicurazioni degli organi istituzionali abbiamo scoperto che non è mai stata avviata una seria campagna di monitoraggio dell’ambiente circostante il Centro Oli ed i pozzi di perforazione, che il monitoraggio dell’atmosfera fino ad oggi è avvenuto solo con tre centraline indipendenti tra di loro e funzionanti da pochi anni e che comunque sono stati rilevati livelli di sostanze inquinanti molto elevati e nettamente superiori a quelli rilevati in altre zone industrializzate di Italia.
Siamo stati rassicurati che tutto sarebbe migliorato dopo gli interventi di manutenzione ed ammodernamento al Centro Oli realizzati nel mese di maggio, ma da quando è ripresa l’attività estrattiva la situazione è sensibilmente peggiorata. I rumori e gli odori nauseabondi non ci danno tregua costringendoci a vivere segregati nelle nostre case di campagna, incapaci di dare una risposta ai nostri figli privati della gioia dei loro giochi all’aria aperta.
Il 19 luglio alle 16,45 abbiamo assistito all’ultimo ( in ordine di tempo ) terribile incidente: sei forti esplosioni, che hanno fatto vibrare le nostre case come una violenta scossa tellurica, seguite dalla fuoriuscita dalla torcia del Centro Oli di un liquido biancastro che al contatto con il suolo si è incendiato. Abbiamo provveduto immediatamente ad allertare i Carabinieri della locale stazione, i Vigili del Fuoco ed il Sindaco che però non ha risposto alle nostre chiamate. Anche questa volta sembra non sia successo niente di particolare visto che l’episodio non è stato riportato tra gli eventi comunque segnalati dall’ENI alle autorità competenti.
E mentre le scriviamo veniamo a conoscenza che le analisi condotte dall’ARPAB per il monitoraggio delle acque sotterranee presso il Centro Oli Val d’Agri rilevano livelli di concentrazioni di Manganese, Solfati, Benzene e Toluene superiori alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione. Oltre alla qualità della vita rischiamo di perdere anche le nostre meravigliose acque che, tra l’altro, soddisfano buona parte del fabbisogno della vicina Puglia attraverso l’invaso del Pertusillo ubicato, disgraziatamente, a valle del Centro Oli.
Illustrissimo Presidente, siamo consapevoli dell’importanza strategica dei nostri giacimenti petroliferi per l’economia nazionale ma non possiamo tollerare che, in un “Paese civile”, le logiche economiche prevalgano sulla tutela di un territorio e sulla qualità della vita e la salute dei suoi abitanti.
Confidiamo in Lei e Le chiediamo di intervenire presso gli organi istituzionali preposti affinché venga tutelato il nostro ambiente, la qualità della nostra vita e soprattutto la nostra salute.
Certi di un Suo immediato interessamento ed intervento, Le porgiamo i nostri distinti saluti.





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