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Terranova: Timpone Balsamano brucia ancora

18/08/2011



“Qui su l’arida schiena del formidabil monte (… ) La qual null’altro allegra arbor né fiore, tuoi cespi solitari intorno spargi, odorata ginestra …”. A guardarlo da lontano, magari una bella domenica di maggio, con le ginestre tutte fiorite, ci sarebbero venute in mente, inevitabili, queste bellissime parole di Giacomo Leopardi impresse nell’opera “La ginestra o il fiore del deserto”; sì, perché adornato di ginestre, come un candido letto fiorito, appariva Timpone Balsamano almeno fino a poco tempo fa. Sono circa le ore 17 del 12 agosto quando dall’abitato si inizia ad avvistare una piccola fiamma costernata da fumo incessante proveniente proprio dalla parte bassa del monte. La gente inizia a preoccuparsi ed avvisa subito la compagna dei vigili del fuoco del distaccamento di Terranova. Sul luogo, insieme a questi, giungono la protezione civile, il corpo forestale, gli operai anti-incendio della comunità montana e alcuni cittadini che si mettono subito all’opera per evitare possibili risvolti negativi. La dinamica dell’incendio sembra ignota. La piccola fiamma, però, sorta in un luogo impervio, inevitabilmente si estende, raggiungendo dimensioni piuttosto grandi … La tensione sale. Nella mente di molti si riaccende il fatidico ricordo dell’incendio di dimensioni mastodontiche avvenuto, pochi anni prima, sempre a Timpone Balsamano. Le fiamme dunque iniziano a “divorare” tutto ciò che trovano e la notte inevitabilmente cala … I Canadair della protezione civile, riescono a fare solo pochi voli, considerata la scarsa visibilità dovuta alla tarda ora. Durante la notte la situazione precipita. L’incendio si estende, anche se non riesce ad oltrepassare la strada dove sorgono delle abitazioni, evitando il peggio. All’alba, però, almeno dal paese, sembra che la situazione si sia ristabilita: non si vedono né più fiamme né tantomeno fumo. Il personale accorso ritorna in sede. Oltre i residui di carbone lasciati dall’incendio della notte, tutto sembra ristabilito. Ma è solo l’impressione. All’improvviso le fiamme si “risvegliano” e riprendono il loro cammino … I Canadair giungono solo in tarda mattinata. La situazione non sembra delle migliori e solo nel pomeriggio riescono a fermare le fiamme.
E così dopo poco tempo, Timpone Balsamano riprende a bruciare forse a causa di mano indiscrete e poco responsabili. Di sicuro però a tutti noi mancherà sicuramente vedere almeno per un po’ quel paradiso di colori, sommerso di ginestre fiorite, che il colle rappresentava e che tanto ricordava le parole del sommo Leopardi. In ogni modo dentro di noi giace la speranza e l’auspicio che orrori come questi non accadano più perché è necessario ricordare, come scriveva un capo indù, che “questa terra non è nostra, ne siamo solo i custodi per i nostri figli”.


Mario Golia



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