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| Super Irpef: 49mln dai ricchi di Puglia e Basilicata |
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17/08/2011 |
| La «solidarietà» dei soli dieci capoluoghi di Puglia e Basilicata varrà di poco meno di 23 milioni di euro da «prelevare» a poco più di 8mila e 100 contribuenti considerati benestanti. E questo solo per il primo anno. Sommando i due anni successivi, si superano i 49 milioni. E’ la prima proiezione degli effetti dell’applicazione, a partire da quest’anno, sui contribuenti che dichiarano oltre 90mila euro. La manovra varata alcuni giorni fa dal Governo e che si appresta all’esame del Parlamento ha infatti previsto un contributo di solidarietà, la cosiddetta «super Irpef», per quelle fasce di contribuenti considerate benestanti: il prelievo è del 5% per lo scaglione da 90 a 150mila euro e il 10% per gli importi superiori. Un provvedimento che segue quello entrato in vigore il 1° agosto scorso e che ha riguardato la platea dei pensionati d’oro del comparto publico in quanto percepiscono oltre 90mila euro di reddito.
La differenza, ora, sta nella determinazione del reddito da tassare: con la manovra entra a far parte del reddito anche l’abitazione principale, per intenderci quella che contribuiva a ridurre il reddito su cui determinare l’imposta. Per addolcire la pillola, il governo ha previsto la possibilità di dedurre la super imposta a partire dal prossimo anno fiscale. Per intenderci, seguendo la tabella pubblicata qui accanto potremo notare che se il primo anno l’esborso sarà più doloroso, a partire da quello successivo (cioè dichiarazione 2013 per i redditi del 2012), si abbasserrà il valore dell’imposta da versare perchè bisognerà tener conto dello «sconto » della tassa pagata l’anno prima. Un meccanismo che abbatterà il valore totale dell’imposta triennale (periodo di vigenza ditale regime), portando a un importo «netto» un tantino più basso.
Più cresce il reddito, più si allarga la forbice tra lordo e netto: ed è così che si passa dai 50 euro lordi (29 netti al termine del triennio) per i redditi da 91mila euro, o dai 500 lordi ai 285 netti per quelli da 100mila euro. Nella classifica elaborata dal Sole 24 Ore sulla base dei dati forniti dalle Finanze, Lecce si colloca al 48esimo posto e primeggia addirittura su Bari nella media del prelievo sul primo anno, seguita da Andria e, appunto, dal capoluogo che vede nel mirino del fisco ben 3.241 contribuenti che dichiarano oltre 90mila euro. Seguono poi Taranto, Trani, Foggia e così via fino a chiudere la classifica delle province appulo lucane con Matera e i suoi 2.164 euro di media di prelievo del primo anno.
Il pacchetto di misure prevede anche la riduzione del 5% delle detrazioni di imposta, cioè i bonus fiscali utilizzati per abbattere l’imposta finale da pagare al fisco in base al proprio reddito. Si tratta di tagli lineare che richiederanno inevitabilmente la riforma fiscale per scremare prima del previsto l’elenco delle 500 voci che che vanno dalle spese mediche, alle detrazioni edilizie, alle spese veterinarie, ecc. Nell’elenco delle brutte notizie c’è purtroppo il rischio di aumento delle addizionali Irpef che potranno essere applicate dal Comuni per compensare le minori entrate, cioè i tagli. Il decreto legge ha infatti previsto la possibilità di ritoccare la leva fiscale fino allo 0,8% che produrrà gli effetti immediati (dal 1 gennaio) sulle buste paga. Un rischio che (purtroppo) riguarda tra l’80 e il 90% delle popolazioni locali pugliesi e lucane.
di NICOLA PEPE
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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