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| Scure del Governo, Provincia di Matera cancellata |
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14/08/2011 |
| La scure del governo cancella la Provincia di Matera. La manovra «lacrime e sangue» annunciata da Berlusconi intende infatti tagliare le amministrazioni provinciali di quei territori con meno di 300mila abitanti, anche se l’operatività di questa decisione sembra subordinata al compimento di un nuovo censimento. La Provincia di Matera, al dicembre 2010, era abitata da 203.726 persone. Nel suo perimetro ricadono 31 comuni. Dopo Matera, il capoluogo, che conta 60.818 cittadini, il centro più popoloso è Pisticci (17.927 abitanti), quello più piccolo è Cirigliano con appena 391 anime.
Nel 2010 l’amministrazione materana - presieduta da Francesco Stella, Pd - ha comportato un costo di 300mila euro di indennità destinate a presidente, vicepresidente e 5 assessori, di 550mila euro per gli stipendi dei suoi 7 dirigenti. Trentadue i consulenti esterni. Con la cancellazione dell’ente, alla Basilicata rimarrebbe soltanto la Provincia di Potenza, abitata da 383.490 persone, con ben 100 comuni.
Per il resto, le regioni più penalizzate dal taglio delle Province annunciato dal governo (sempre nel caso che le nuove norme fossero applicate anche dalle Regioni a statuto speciale) sarebbero il Molise innanzitutto, ma anche Toscana, Liguria e Sardegna.
Il Molise perderebbe una fetta robustissima di Pubblica amministrazione, visto che sono sotto i 300mila abitanti tutte e due le sue province (Campobasso e Isernia), ma a pagare un conto salato sarebbe anche la Sardegna, dove su 8 province 6 cadrebbero sotto la scure della riforma (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia Tempio e Oristano). Va male anche alla Toscana, che vedrebbe dimezzate le sue 10 province, visto che 5 rischiano di scomparire (Grosseto, Massa Carrara, Pistoia, Prato e Siena). Stessa sorte per il Piemonte, che da 8 passerebbe a 4 province, con la soppressione di Asti, Biella, Verbano-Cusio- Ossola e Vercelli. Mentre uno scenario ancora peggiore si prospetterebbe per la Liguria, che da 4 scenderebbe a una sola provincia, visto che a esclusione di Genova, tutte le altre sono sotto i 300mila abitanti.
Dimezzamento in vista anche per le province del Friuli Venezia Giulia, dove il rischio cancellazione riguarda Gorizia e Trieste. E una provincia sola resterebbe in Umbria, (dove rischia di essere spazzata via Terni). Appena meglio la situazione in Calabria (su 5 province, sarebbero cancellate quelle di Vibo Valentia e Crotone) e nella Marche dove sparirebbero 2 delle 5 province, Ascoli Piceno e Fermo.
Critico Fabio Melilli, dell’Unione Province (Upi), che se la prende per la soppressione delle Province sotto 300mila abitanti. «Sono anni che tutti condividiamo l'opportunità di cancellare le Province nelle grandi aree urbane per dar vita finalmente – ha affermato – alle città metropolitane e invece di farlo si cancellano le Province e i Piccoli Comuni».
I comuni «sotto i mille abitanti» è previsto che siano «gestiti solo dal sindaco ». Con l’annuncio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri di ieri sera, cade la mannaia su 30 giunte e consigli comunali di altrettanti mini-comuni di Puglia e Basilicata. Primo fra tutti Celle San Vito, in provincia di Foggia, che con soli 173 abitanti è il più piccolo tra i Comuni delle due regioni. Eppure, oltre al sindaco, Maria Giannini Palma (Unione di centro) conta un vice sindaco, tre assessori e 12 consiglieri comunali. Sono loro, ad eccezione del primo cittadino, che stando al progetto del governo dovranno uscire di scena. Ammesso che con il loro gettone di presenza di 7 euro a seduta possano essere considerati «casta» e perciò costituire una voce significativa nei costi della politica.
L’interpretazione fornita dal premier al termine del consiglio dei ministri contrasta in verità con una bozza circolata alla vigilia dell’incontro secondo la quale i Comuni al di sotto dei 1.000 abitanti sarebbero stati «accorpati». Un annuncio che aveva scatenato durissime reazioni e che non sembra aver trovato neppure l’accordo della Lega che nei piccoli Comuni alpini, e sulle loro specificità identità, basa molta parte del proprio consenso. Proprio questa resistenza potrebbe aver quindi suggerito la soluzione di compromesso: non accorpare i Comuni ma snellirne la struttura amministrativa lasciando in carica solo il sindaco.
In Puglia la soglia dei mille abitanti viene sforata (in basso) soltanto da 6 piccoli comuni della provincia di Foggia (incluso Celle San Vito). Fra questi anche Isole Tremiti che sebbene conti appena 486 residenti, è in reatà per molti mesi all’anno una importante meta turistica con migliaia di presenze stagionali. Potrà essere in grado solo il sindaco a gestire questa situazione? Singolare il caso di Alberona, il cui consiglio municipale potrebbe salvarsi per appena 12 abitanti: i residenti ufficiali sono infatti 1.012, per cui il destino della giunta in questo caso potrebbe dipendere dalla tenuta della natalità. In Basilicata ben 20 Comuni della provincia di Potenza non raggiungono la soglia fatidica dei mille abitanti, mentre in provincia di Matera sono quattro. Altro caso curioso giacchè in questo caso è la stessa Provincia materana ad essere a rischio: contando meno di 300.000 abitanti sembra infatti destinata anch’essa allo scioglimento.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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