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A San Costantino la mostra delle Icone Sacre

9/08/2011



Il Museo Etnico Arbëresh di San Costantino Albanese, arricchisce la propria proposta culturale con un’altra iniziativa. Si è aperta il 7 Agosto, con un seminario introduttivo a cura del Prof. Antonio Gattabria, una mostra sulle icone di tradizione Bizantina dal titolo “ L’icona Immagine dell’invisibile”. Oltre al relatore, al tavolo della presidenza erano presenti il Sindaco Giuseppe Cantisani ed il Presidente dell’Associazione Voxha Arbëreshe. Il pubblico accorso all’evento, ha seguito con interesse un seminario, che è riuscito nel tempo a disposizione, ad inquadrare e la complessità della materia. Il prof. Gattabria valente iconografo, si è intrattenuto sulle tecniche e sul profondo significato teologico che l’icona porta con se. Dopo un excursus storico quanto, mai opportuno, l’accento del relatore si è spostato sui significati lessicali ed “iconografici” necessari alla lettura di una icona. Il termine icona deriva dal greco eikon che può essere tradotto con immagine, ritratto vivente; si tratta di una delle tecniche pittoriche più arcaiche, in cui confluisce l’eredità del mondo antico che conosceva la ritrattistica, prova ne siano i ritratti funerari dell’antico Egitto. Buona parte della relazione si è incentrata sui significati teologici delle sante immagini, e del rapporto spirituale e di dialogo che si apre tra l’icona e il fedele; del quale è arduo è spiegare per sommi, capi il significato profondo. Arrivare alla comprensione delle icone non è cosa facile, perché ciò avvenga occorre collocarle nel loro contesto, che è soprattutto liturgico e dogmatico, ma che assume anche una dimensione divulgativa. Per comprendere il messaggio che l’icona trasmette, e coglierne il significato, è necessario guardarle con gli occhi di un credente, per il quale Dio e la sua parola sono una verità indiscutibile.








Il relatore ha poi affrontato la parte tecnica della realizzazione dell’icona con una precisazione: le icone non sono un manufatto qualsiasi, per essere legittimate a divenire oggetto di culto, devono vedere la “cooperazione divina”; infatti, l’iconografo deve tenere una serie di esercizi spirituali preliminari, da tenersi prima della scrittura dell’icona (una icona non si dipinge, sì “scrive”). Il parametro che consente di verificare e giudicare un’icona è il canone iconografico: fin dal 787 i Padri del Secondo Concilio di Nicea, determinarono il canone della composizione delle Sante Immagini. Le icone sono disposte secondo un ordine logico ed intuitivo, un supporto informatico a disposizione dei visitatori, consente di seguire passo passo le fasi di scrittura dell’immagine, con dovizia di particolari. Le teche allestite a piano terra della struttura, presentano i materiali usati dal prof. Gattabria per la scrittura delle Sante Immagini, permettendo al visitatore di avere una visione di insieme dei materiali e del microcosmo che questi attraverso il loro significato, rappresentano nella filosofia delle icone. Antonio Gattabria, di origine arbëreshe, è nato a Cosenza e vive a Spezzano Albanese, dove realizza le sue opere nel laboratorio iconografico “Anastasis”. La mostra sarà disponibile sino al 22 Agosto durante gli orari d’apertura: 16,00- 19,00 tutti i feriali; ed i festivi anche di mattino dalle 10,00 alle 13,00.

Massimo Bonci



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