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| Ospedale: Chiaromonte chiede protagonismo |
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7/08/2011 |
| Il caso della ragazza rumena che partorisce nell’ambulanza del 118 finisce sul tavolo dell’Assessore alla Sanità Attilio Martorano. Il comitato in difesa dell’Ospedale “Medio Sinni – Serrapotamo” commenta così: «A Chiaromonte non si partorisce più, ma in compenso si nasce in autoambulanza». La lunga lettera spedita in questi giorni all’assessore Martorano, viene trasmessa agli organi di stampa per informare anche i cittadini di quello che è successo alla donna rumena che in preda alle doglie del parto, viene caricata in ambulanza per essere trasportata a Policoro, ma partorisce nei pressi del distributore Agip di Senise. All’infermiere presente sull’ambulanza del 118 gli elogi di tutti perché ha gestito la situazione in modo egregio, clampando e recidendo il cordone ombelicale della neonata e in seguito portando la donna all’Ospedale dove è avvenuto il secondamento (espulsione della placenta). «Fortunatamente – si legge - la vicenda ha avuto un lieto fine, anche perché questa volta la natura ha fatto il suo regolare percorso. Ma in caso contrario come sarebbe andata a finire? Avremmo letto sui giornali l’ennesimo caso di malasanità?» Questo è l’interrogativo del comitato cittadino che nella lettera all’Assessore chiede risposte sui tanti interrogativi che ora vengono al pettine con la chiusura del reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Chiaromonte. I cittadini chiedono all'Assessore: «Cosa ha guadagnato questo territorio in termini di sicurezza, con la chiusura del reparto di Ostetricia di Chiaromonte, visto che si partorisce per strada, rischiando di morire in autoambulanza? Ed in termini di qualità e di confort? visti gli ambienti angusti in cui i pazienti sono costretti ad essere assistiti presso l'Ospedale di Lagonegro. Inoltre, quanto ha risparmiato l'ASP di Potenza considerato che 4 medici presso la struttura di Chiaromonte sono in ogni caso in servizio insieme al tutto il personale, vale a dire Ostetriche, Infermieri, Puericultrici e medici Pediatrici? Quanto risparmierà la Sanità Lucana con la costruzione dell'Ospedale Unico? Dove prenderà i soldi visto che si parla sempre di carenza di fondi e di mancati trasferimenti dello Stato alla Regione? Non era forse più sicuro raggiungere Chiaromonte come è stato per tantissimi anni, ed essere assistiti dalla presenza di Medici, Ostetriche ed Anestesista, invece che fare le corse in autoambulanza, nel tentativo di raggiungere Lagonegro o Policoro? Anche perché come è avvenuto in questo caso, il 118 ha ritenuto per la situazione di urgenza di dirottare su Policoro visto la situazione precaria della Salerno-Reggio per raggiungere Lagonegro. Se la volonta politica c'è, la soluzione – continua la lettera – si potrebbe trovare nell’organizzare come unico reparto Lagonegro e Chiaromonte creando una sorta di simbiosi tra i 2 presidi in modo che l’uno possa compensare le difficoltà dell’altro. La capacità ricettiva di Chiaromonte, infatti, può sopperire alla mancanza di spazi di Lagonegro che ormai è saturo e oberato di lavoro, mentre il personale tra i 2 presidi è sufficiente a far funzionare i 2 reparti. Per quanto attiene l'aspetto della presenza o meno della rianimazione – si legge ancora - questo rappresenta solo un alibi, poiché la cosa importante è la presenza dell’Anestesista, infatti, il paziente nei casi di necessità può essere accompagnato in sicurezza essendo intubato, proprio come succede con i pazienti che vengono trasportati in eliambulanza. Quindi Basta – si legge ancora - perseverare nella miope politica di non riconoscere a questo territorio e al suo presidio il giusto ruolo dovuto nella sanità lucana. Ci riferiamo alla pianificazione regionale della sanità che avrebbero dovuto e possono ancora riconoscere a questo territorio almeno un pronto soccorso aperto nelle 24 ore con la presenza della guardia anestesiologica e di uno Schoc Room (Punto di primo soccorso per la stabilizzazione del paziente critico). Per rendere l'idea, nella Provincia di Trento, territorio molto simile al nostro per situazione orografica e popolazione (300.000 abitanti circa), vi è la presenza di ben 6 ospedali sede di Pronto Soccorso Attivo e 2 Ospedali provinciali sede di DEA (Dipartimento di emergenza-urgenza). Ed inoltre, l'equipaggio delle ambulanze del 118 comprendono oltre all'infermiere, anche la presenza dell'Anestesista. Non vediamo perché nella nostra Regione si debbano creare situazioni di rischio e di disparità sociale considerato che gli interessi dei poteri forti dei vari territori regionali hanno portato a delle scelte che se pur per principio condivisibili, (in riferiamo alla razionalizzazione della rete ospedaliera), hanno sacrificato come al solito l’anello più debole della catena. Chiediamo solo che non ci si affidi ad un calcolo sui fogli, ma si tenga presente e si rispetti i problemi della gente. Questo comitato – conclude la lettera – auspica che di fronte ad episodi del genere la politica regionale prenda in seria considerazione la nostra richiesta, perché è impensabile lasciare scoperto un così vasto territorio arrivando ad assistere a fatti vergognosi come quello capitato alla signora di Francavilla sul Sinni».
Lucio Vitale
Il Quotidiano della Basilicata
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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