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Falsa notizia per un allarme vero

6/08/2011



Quella che vi proponiamo è una notizia che non esiste. Ma nasconde dentro di sé il timore che lo spirito d’osservazione ha come conseguenza della mancanza di adeguati sistemi di sicurezza sul posto di lavoro:
-Incidente sul lavoro, morti due operai sulla statale 598. Auto esce di strada e li travolge. Domani i funerali. Entrambi lasciano moglie e figli. Al dolore dei parenti, si aggiunge la rabbia di quanti li conoscevano, per una tragedia che si sarebbe potuta evitare. Paolo, uno degli amici più cari racconta: "Glielo avevo detto proprio l’altra sera a tutti e due: rifiutatevi, non ci andate a lavorare in quelle condizioni. Voi, tolta la pausa pranzo, rischiate la vita in ogni secondo delle vostre otto ore. Com’è possibile che vi facciano lavorare in quella maniera? Loro hanno annuito -continua Paolo-, poi si sono guardati e, accompagnando le parole con il classico gesto scaramantico, hanno detto: "Ormai è quasi finito il muro. Dobbiamo solo gettare e poi disarmare. Praticamente abbiamo finito. Non metterti a fare l’uccellaccio". "Altro che uccellaccio. Sono stato maledettamente profetico, purtroppo. Ora posso solo disperarmi per non aver gridato allo scandalo per come li facevano lavorare. Ho pensato che nel punto in cui i lavori si svolgevano, la superstrada, prima o poi una pattuglia di carabinieri o la stradale avrebbero notato il pericolo. Invece niente!" È la sua amara e triste conclusione. Paolo percorre almeno una volta al giorno quella strada e aveva visto il pericolo. Ormai, però, è troppo tardi!-

Sin qui la falsa notizia, ora spazio all’allarme vero. I fatti: al km 74,500 della statale 598, all’altezza del bivio di Missanello ma, in territorio di Aliano, proprio di fronte al distributore della Total, da qualche settimana alcuni operai lavorano in condizioni precarie per quel concerne la sicurezza. Non c’è bisogno di essere addetti alla Sicurezza sui cantieri (e chi scrive non lo è), per capirlo. Basta solo un tantino d’interesse per il genere umano. Praticamente, come mostrano le foto, gli operai si trovano nel fossato e a dividerli dalla carreggiata e dai mezzi che vi transitano vi è solo una rete di plastica. Tra l’altro, la strada è sporca di ghiaia e terriccio ed è facile sbandare. In alcuni punti poi, si notano dei segni di frenata. "Abbiamo posizionato i cartelli che segnalano i lavori. Ne abbiamo aggiunti alcuni con i limiti di velocità. Che altro dobbiamo fare?" Ci dice un altro operaio (capocantiere ndr) il quale, dopo aver appreso che siamo solo dei giornalisti è molto più sereno. "Ormai è quasi fatta, dobbiamo solo completare l’ultimo pezzo" -aggiunge mentre ci saluta. Speriamo bene, pensiamo nell’allontanarci. Un’immagine, non riusciamo a toglierci dalla mente: la rassegnazione dei due nel fosso. Accettare passivamente il rischio pur di tenersi un lavoro che sempre più spesso manca. Ci sforziamo di capire ma, non possiamo non chiederci se questo non equivale a morire ogni giorno? Per ora, per fortuna, una parte di questa notizia è falsa. Speriamo! Perché mentre battiamo questo pezzo, la loro giornata non è ancora finita.

Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it



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