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| La comunità di Senise si affida anche alla protezione del beato Giovanni Paolo |
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4/08/2011 |
| E' stato un momento di grande gioia e di profonda commozione, per la comunità parrocchiale di Senise, constatare che da ieri 3 agosto 2011, il paese intero, si arricchisce di una nuova protezione che è quella del beato Giovanni Paolo II. Alla presenza di mons. Francescantonio Nolè e di numerosi parroci della Diocesi si è inaugurata la statua, a grandezza naturale, del beato Giovanni Paolo II donata dalla famiglia di Gennaro Spaltro in memoria e devozione dei propri genitori. La statua è stata collocata su di un piedistallo nello spazio adiacente alla Chiesa Madre dove un tempo esisteva una casetta diroccata. La figura del beato è quella che ha caratterizzato gli ultimi anni del suo pontificato vale a dire appoggiato al suo pastorale con in cima il Cristo crocifisso e con i lineamenti del suo viso, benchè sorridenti, che appaiono rigati dalle rughe e provati dalla stanchezza dei suoi patimenti. Il vescovo dopo aver svelato e benedetto la statua ha voluto ricordare ai molti fedeli, assiepati nel largo chiesa, la figura del beato Giovanni Paolo II spiegando che la statua, nella sua bellezza, rappresenta il papa che “ in questo atteggiamento ci fa capire che si fida solo della croce e si appoggia sulla croce. In conseguenza delle parole – ha continuato mons. Nolè – che lui aveva detto all'inizio del suo pontificato : -Non abbiate paura, aprite le porte a Cristo – lui ne ha fatto esperienza aprendo le porte del suo cuore e della sua mente a Cristo; si è fidato solo di lui ed è salvo”. “Ecco l'insegnamento – ha proseguito il vescovo – è questo sguardo che accoglie i fedeli nella Chiesa – però con questa salda roccia che è la croce di Cristo”. - “ Per lui è stato l'unico sostegno in tutta la sua vita anche nei momenti più difficili che non sono stati solo fisici ma anche corporali e spirituali”. -” Quante volte ha gridato contro la guerra, contro il peccato, la cattiveria umana, contro il degrado umano – lui ci dice, tenendo stretto la croce di Cristo, che solo lui è la salvezza”. - “ E' questo è un esempio di come dovrebbe essere la nostra vita. - Togliere ma non rimanere bloccati; mettere qualcosa che sia più significativo – Questo significa andare avanti – poggiare le basi solide su quello che è la nostra tradizione e poi andare avanti – Quello che un tempo era un rudere, oggi, è diventato un monumento; ecco, questo è l'emblema della nostra vita personale, familiare e sociale”. Che il Signore per intercessione del beato Giovanni Paolo II – ha concluso mons. Nolè – ci possa aiutare a distruggere il male, il peccato, la cattiveria e costruire il bene nella nostra vita e nella vita della nostra Chiesa. Con questa speranza e con la gioia racchiusa nel segreto del proprio cuore, il popolo di Dio, della parrocchia di Senise, è ritornata alle proprie case. Un intervento, quello di riqualificazione dell’area, di fatto offerto dai fedeli, visto che l’importo necessario è stato pagato con i contributi dell’8x1000 alla Chiesa cattolica.
Vincenzo diac. Terracina
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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