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| Lauria: "se non ora quando?" |
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29/07/2011 |
| Abrogare il vitalizio dei consiglieri regionali: è questa la proposta – richiesta del gruppo lauriota di donne «Se non ora quando?». Che hanno indetto una petizione popolare presentata ieri sera nel corso di un incontro pubblico. Si è preso come esempio di buona pratica politica l’ Emilia Romagna, lì dove il Consiglio regionale ha deliberato, all’unanimità, l’abolizione del vitalizio dei consiglieri regionali, avviando i tagli ai costi della politica. Alla luce delle parole d’ordine: più servizi, meno privilegi, le riforme vanno compiute in tempo. Se non ora quando?
È stato detto è iniziato la raccolta delle firme. I motivi della petizione popolare, inseriti nel frontespizio del foglio che raccoglie le firme, sono: la crisi economica che attanaglia il nostro Paese; i pesanti sacrifici richiesti agli Italiani dalla recente legge Finanziaria; la necessità di reperire fondi per incentivare l’occupazione e per innalzare la qualità della vita nella Regione Basilicata; l’opportunità di procedere ai tagli dei costi della politica, in particolare, di quelli non indispensabili al buon funzionamento della democrazia. Diverse le relazioni tenute, Rita Galietta ha descritto il movimento, le finalità che si pone e gli obiettivi da raggiungere nel breve e nel lungo periodo.
Nella Spina dati alla mano, ha illustrato nel dettaglio tutti i vitalizi, i benefit, i privilegi e i lussi della nostra classe politica dirigente, sia a livello nazionale, che a livello regionale, evidenziando la enorme, nonché ingiustificata, sperequazione tra il trattamento economico dei deputati o dei Consiglieri regionali che arrivano a guadagnare fino ai 20.000 euro al mese, e lo stipendio di appena 1.700 euro di un comune professore.
Maria Turi ha esposto il perché le donne sono “arrabbiate”, della necessità di questo movimento come contenitore e canalizzatore della protesta popolare, della necessità che la politica cerchi orizzonti comuni con la società civile, valori, principi e regole condivisi e da rispettare. Ha ribadito che non si vuole fare della facile demagogia e del populismo, che non si vuole affatto cavalcare l’onda dell’antipolitica, ma al contrario si vuole una buona politica quella che si opera come servizio, in nome dell’interesse generale e del bene comune, quella della giustizia sociale, delle pari opportunità, che valorizzi il merito e le competenze e ci faccia uscire dal familismo amorale di cui si riparla oggi, riprendendo studi sociologici di anni addietro.
Antonietta zaccara
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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