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| "Venite a Colobraro, il paese che non si nomina" |
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29/07/2011 |
| Cinque appuntamenti serali alla scoperta del magico, del fantastico e della ricerca antropologica per sfatare il mito di un comune, Colobraro (Matera), che alcuni non osano nominare, perchè porterebbe sfortuna. Una nomea legata a luoghi comuni, ma che ha indotto il sindaco, Andrea Bernardo, a puntare su questo elemento di debolezza per farne un punto di forza della promozione turistica territoriale: così è nato il “Sogno di una notte a...quel paese”, presentato oggi ai giornalisti.
La manifestazione rientra tra i grandi eventi del Piot Metapontino ed è stata realizzata con risorse per 24.700 euro legate a risorse del Fesr Basilicata 2007-2014.
Turisti e curiosi, ogni mercoledì a partire dal 3 agosto e per tutto il mese, saranno accolti all’ingresso del paese da alcune ragazze che daranno loro il benvenuto e consegneranno un “abitino”, un amuleto di stoffa contenente erbe ed essenze, da portare al collo. Da qui la visita guidata gratuita al centro storico durante la quale, tra ironia e ricerca antropologica, verranno illustrate con l’apporto di figuranti – diretti da Giuseppe Ranoia – le leggende e i luoghi comuni sul paese che “porta jella”. Allo stesso tempo si potrà compiere, visitando il castello, un tuffo del passato alla scoperta delle tradizioni e delle consuetudini della vita famigliare, che hanno visto spesso intrecciarsi magico e superstizioni, con amore, morte, passioni, malattia e religione. Per le strade ci saranno anche astrologi per scrutare le costellazioni, cartomanti, musici e danzatori.
“L'idea – ha spiegato Bernardo – nasce dal fatto che ovunque si sente nominare Colobraro con uno scaramantico 'quel paese'. Con queste serata scopriremo, divertendoci, che tutto nasce da una leggenda, che verrà rappresentata con grande ironia in un percorso teatralizzato che si svolgerà nel centro storico, dai magici scenari, dalle fantastiche vedute e dalle tante attrattive”. Tra queste la mostra di Franco Pinna, il fotografo che accompagnò negli anni Cinquanta l’antropologo Ernesto De Martino autore dei libri Sud e Magie e Magia in Lucania. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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