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| Il disastro di Senise: la rete si mobilita e ricorda l'accaduto |
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26/07/2011 |
| Di seguito riportiamo alcuni dei messaggi arrivati a commento dell'evento che, questa sera, si svolgerà in Largo Donnaperna a Senise, alle 21.30. "Il paese sulla sabbia", commemorazione di Teatro Civile. Ecco come molti ricordano quelle terribili ore.
Mario Golia
... E ancora oggi, 25 anni dopo, anche il cielo piange e le nuvole stanno lassù a mostrare la potenza del creato. Stanno lì, a ricordare la Superbia della Madre Terra, di Rea, la forza generatrice e la forza distruttrice, che fa e disfa, che regala la vita e, come se fosse niente,la sottrae con la morte. Sì,piange il cielo, e con lui piangono gli alberi, i fiumi, le stelle. Tutto piange al ricordo dei suoi figli innocenti, ammazzati dalla loro terra; quella terra di cui si fidavano; quella terra che amavano e che invece li ha traditi, in un attimo, in un inaspettato istante. Otto sogni svaniti. Otto vite sottratte al miracolo dell’esistenza in un solo attimo. Ancora oggi il cielo è quello d’allora. Ancora oggi il cielo piange. Ancora oggi mostra a noi uomini la sua Grandezza per farci capire che infondo non siamo nulla. Particelle infinitesimali destinati ad essere cenere in un universo di stelle. Particelle infinitesimali!. E ancora oggi, quelle anime, quei sogni svaniti, quei miracoli, sono ancora lì nel cielo, coccolati dal vento, trascinati, come polvere di stelle, dai nostri sospiri, dai nostri sogni, dalle nostre speranza, eternamente sorretti dalla FORZA DEL RICORDO...
Antonella Peloso
E chi se lo dimentica quel tragico evento?io ero lì..abitavo ai timponi..avevo 8 anni..ho visto tutto..i crolli ..la gente che scappava..io con la mia famiglia che fuggivamo...che bruttissimo ricordo..la sera prima giocavamo insieme con le due sorelle durante che hanno perso la vita tragicamente..e al mattino quel boato...io sono testimone di quel terrore che ho vissuto quella notte e non potrò mai rimuoverlo dalla mia mente..sono vicino anke se non fisicamente a questo dolore delle famiglie colpite che purtroppo non svanirà mai!dal cuore un caloroso abbraccio
Giovanni Lucrezia Guerriero
Leggere le info mi ha fatto rivivere tutto quanto. E sai, Maria Paola? Adesso come allora mi ha fatto piangere lacrime copiose. Non doveva mai succedere. Perché non è mai giusta una morte. Ma, ancor di più, non è giusto morire bambino. Ecco la beffa di un destino forse evitabile.
Spero di poter prendere parte all'evento.
Un abbraccio.
Lu.
Maria Pina
Quel giorno lo ricordo bene, una tragedia immane per il popolo di Senise, e un'altra giornata nera per il nostro sud.
Quel giorno lo ricordo bene anche per un dolore molto personale, e' mancato il mio nonnino Antonio, il ricordo doloroso di due eventi si sono impressi nella mia mente.
Non posso essere presente personalmente al ricordo di quel 26 luglio, ci saro' con il pensiero!!
FAUSTO DE MARIA
Avevo 10 anni, ero al mare e ricordo i telegiornali e giornali nazionali che parlavano di Senise, per tanti anni ho associato Senise a quel tragico ricordo di bambino.......ne abbiamo viste tante tragedie causate da frane, la più grave forse quella di Sarno, ma ricordare quella di 25 anni fa di senise ci rende consapevoli che anche sul nostro territorio bisogna stare attenti.........
Rocco Allegretti
Sono cresciuto con il racconto tragico di quel giorno, proprio li a pochi passi da casa si è consumata questa tragedia che ha toccato con grande dolore anche persone molto vicine alla mia famiglia.Onde evitare situazioni del genere per il bene comune di tutta la comunità Senisese chiedo a chi ne è di dovere di mettersi in moto con controlli accurati sul territorio per far si che situazioni del genere non capitino più.
Filomena Bellusci
Un mattino d'estate svegliati dal frastuono degli elicotteri e poi vedere dalla finestra che la collina non c'era più e con lei alcune persone che ci abitavano, 3 bambini, tra cui un ragazzino di cui ancora ricordo lo sguardo.
Sono contenta che qualcuno ricordi
Giuseppe De Lillo
La notte della frana ero in viaggio con mio fratello da Roma a Senise, rientravo per sostenere l’esame per la patente di guida. Arrivati a Policoro mio cognato ci disse che il “Casino” non c’era più. Pensai ad una battuta di pessimo gusto… purtroppo non era una battuta… arrivati allo svincolo sulla SS Sinnica volsi lo sguardo verso la collina (ancora ho la pelle d’oca), la collina era scomparsa dalla nostra vista.
Arrivati a largo S. Biagio trovammo sul sacrato della chiesa otto bare allineate, polizia, guardia di finanza, carabinieri, elicotteri, era il caos totale. In tutto questo la scuola guida fu chiusa per ovvi motivi; andammo a sostenere l’esame a Francavilla. Non vi dico con quale stato d’animo affrontai l’esame…
Al rientro mi portai subito sul posto della tragedia… c’era un’atmosfera spettrale, una voragine enorme, una macchina rimasta appesa ad un cordone di acciaio in bilico sulla voragine, le macerie delle case distrutte e altre case trascinate più a valle. Poi incontri i miei amici… mi raccontarono il loro intervento quali primi soccorritori… sono ricordi che non riesco e non voglio riportare.
Seguirono giorni di ansia e di attesa spasmodica per capire se qualcuno sotto le macerie fosse ancora in vita… ad un certo punto, attraverso il microfono inserito nelle macerie, si udirono dei battiti, ci fu un momento di enorme euforia, euforia che cesso quasi immediatamente alla scoperta che quei battiti non erano battiti di un essere umano.
Seguirono i funerali, un giorno bruttissimo funestato da una forte tempesta di vento…
Antonio Di Taranto
C'ero anch'io. Il giorno del disastro. A Terranova avevamo una televisione libera, TeleTerranovaUno. Fui invitato da Pinuccio Carbone a recarmi sul posto per fare delle riprese. Cosa che feci. Persi in un momento Pinuccio, che non fece ritorno a Terranova(rimase lì per un lungo periodo) e le riprese, che lui cedette a non so chi per motivi di studio o per altra ragione. Sono passati tanti anni, ma il ricordo è vivo. Come vivi sono i problemi non ancora risolti.
Michele Arenella
Alle 6.15 di quella mattina per motivi professionali ero sul posto per verificare la possibilità di ripristinare l'energia elettrica per una parte del paese. La frana aveva interessato due linee importanti. Le foto fatte in quella circostanza purtroppo si sono ingiallite, ma non i miei ricordi e le immagini impresse nella mia mente.
Giovanni Bulfaro
Non posso mancare; bhé nella mia mente quei ricordi sono ancora nitidi e indelebili. Ricordo che all'epoca, poco più che quindicenne, abitavo da cira un anno a Rione F.lli Mattei, poiché l'anno prima, 1985, prima di Pasqua la mia famiglia insieme con altre, venne sgomberata con un'ordinanza del sindaco, che dichiarava inagibili e dissestate una serie di case su via Orazio, tra cui la mia. Ricordo che quella mattina venni svegliato da mia madre che piangendo e con voce tremante mi disse che dovevamo scappare. In seguito, fummo di nuovo sgomberati…è storia che ognuno di noi ha la fortuna di raccontare. Altri purtroppo no.
Ila Fanuele
Dopo 25 anni,con il cuore ancora ferito attendo RISPOSTE.La vita e l'esperienza mi hanno insegnato a credere che per quanto possa fare(come fece mio padre fino alla sua morte),NESSUNO la darà mai questa risposta.TROPPO SCOMODO.Peccato non poter essere con voi quel giorno:10.000 km possono dividere fisicamente,non i cuori ed i pensieri. per l'intera mattinata a chiedermi:"Perchè?".Dopo 25 anni,con il cuore ancora ferito attendo. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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