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| Petrolio lucano: Nuovi bandi per Tempa Rossa |
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24/07/2011 |
| Petrolio lucano al centro dell’attenzione stante il deficit energetico del Paese. Per gli appalti sulla realizzazione dei lavori di preparazione del centro oli di Tempa Rossa, della strada di accesso al centro e della preparazione del sito per il deposito del gpl, ad esempio, interessanti un giacimento che si estende tra le due province da Corleto Perticara, nel Potentino, a Gorgoglione, nel Materano, è tutto da rifare. La Total E&P Italia ha revocato quelli già banditi. Il motivo, comunicato alle imprese che avevano inoltrato la richiesta di partecipazione alla gara, sta in una decisione della Commissione europea del 24 giugno scorso. Decisione importante non solo per il futuro di Tempa Rossa, ma anche per gli sviluppi del procedimento penale denominato Totalgate. Ma andiamo con ordine. «La Comunità europea ha stabilito che gli appalti destinati a permettere la prestazione di un’attività di prospezione ed estrazione del petrolio nel territorio italiano – ha spiegato il direttore del progetto, Fabrice Arnaud – non sono più soggetti alla direttiva 2004/17/CE. Ciò, in quanto il settore è stato riconosciuto esposto alla concorrenza su un mercato liberamente accessibile».
Da qui la revoca della gara pubblica, bandita, cioè, come da una stazione istituzionale, poiché Total non è più soggetta alle regole del codice dei contratti pubblici. Significa che gli appalti di Tempa Rossa torneranno ad essere privati, come all’origine. A prima, cioè, dell’esplodere, il 16 dicembre 2008, dell’inchiesta Totalgate condotta dall'allora pubblico ministero della Procura della Repubblica di Potenza Henry John Woodcok. Un'inchiesta che fece assai rumore e che ora è al vaglio del giudice dell’udienza preliminare, Rosa Larocca. In carcere, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Rocco Pavese, finirono tra gli altri l'allora amministratore delegato della Total Italia, Lionel Levha, l'ex direttore di Tempa Rossa, Jena Paul Juquet, l’imprenditore Francesco Rocco Ferrara, di Policoro, l'ex sindaco di Gorgoglione Ignazio Giovanni Tornetta. Tra gli altri personaggi coinvolti, l'on. Salvatore Margiotta (Pd), assolto da ogni accusa il 4 maggio scorso. Sono rimasti in 35 a dover comparire davanti al giudice dell’udienza preliminare.
Ma cosa c’entra il Totalgate con la decisione della Comunità europea sul petrolio italiano? C’entra, poiché l'inchiesta di Woodcock si è basata proprio sul mancato rispetto del codice dei contratti pubblici. Insomma, se la Comunità europea ha chiarito che i lavori per l'estrazione del greggio non sono regolati da appalti di procedura pubblica ciò non potrà non essere preso in considerazione nel dibattimento davanti al giudice dell’udienza preliminare. Tanto, almeno, auspicano gli imputati coinvolti nel Totalgate.
di FILIPPO MELE
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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