Teana: si è ripetuto l'antico rito della mietitura
18/07/2011
E’ luglio e il mondo agricolo è in piena attività, questo è il periodo della mietitura, di raccogliere i frutti seminati, parte di questo frutto, dedicato alla madonna e ai Santi che intercedano presso Dio per rendere copioso il raccolto o come pura forma di ringraziamento.
Questo il senso profondo della realizzazione delle “gregne”, delle strutture di grano sapientemente realizzate, dagli anziani e dai giovani che intendono recuperare queste antiche tradizioni che, per svariati motivi si stanno perdendo. Ed è proprio in virtù della riscoperta di quelle che sono anche le nostre radici, che animano una progettualità viva e vitale, che sa esprimersi anche attraverso queste bellissime occasioni di incontro e di festa, la Pro Loco di Teana, ieri, proprio per la forte volontà di non far perdere le antiche tradizioni, in accordo e coadiuvata da tante persone che hanno dato la loro disponibilità, ha organizzato la giornata della mietitura, e collaborando prima per la raccolta del grano poi successivamente per la scelta delle spighe di grano più belle e di tutte le procedure necessarie, realizzerà il manufatto finito.
Il primo passo necessario è la raccolta del grano, che deve far i conti con i seminatori che diminuiscono,infatti, le calamità naturali non facilitano certo gli agricoltori, i cinghiali e i cambiamenti climatici, rendono a volte difficoltose le pratiche agricole, sono sempre meno gli agricoltori, dato che ormai le pratiche agricole vanno sempre di più verso la grande agricoltura estensiva di latifondo. Nonostante le tante vicissitudini, ieri nei campi di grano di Teana, tanti gli adulti e i ragazzi che si sono cimentati in questa antica pratica della raccolta manuale del grano. Le spighe del grano sono state rigorosamente mietute a mano con la falce, poi sono stati fatti dei piccoli mazzetti, “vruitielli”, a loro volta legati in un mazzo più grande “la gregna” e legato con i fili stessi del grano, legato stretto in modo tale da non farlo sciogliere, poi vengono scelte le spighe più belle che andranno a costituire la gregna finita.
La memoria ritorna all’infanzia passata nei campi e nelle cascine. Quasi tutti , per un motivo o l’altro, hanno certamente trascorso alcuni momenti dell’infanzia o della giovinezza in serenità e in spensieratezza in campagna. Come raccontano gli anziani poco era il cibo ma, saporito e genuino, molto era il la¬voro, faticoso e rischioso, con mezzi semimeccanici che imponevano molta manualità e conoscenza. Oggi tutto è meccanico e anche i tempi si sono ridotti. Nel mondo contadino ogni gesto era scandito da un ritmo lento e metodico dove sconosciuto era lo stress dei nostri tempi, la mietitura avveniva, come è accaduto anche ieri, dalle prime ore del mattino, quando le spighe si piegano più facilmente, poi avveniva l’ abbondante colazione contadina, necessaria per sostenere il duro lavoro, fino al pranzo. Accompagnatori che rallegrano e alleviano il meticoloso lavoro: musicanti e stornellatori. Immancabile Lei, l’ antica madonnina, che girava per i campi portata da una persona addetta e alla quale veniva donato del grano, c’era anche Lei ieri.
Nel giorno dedicato alla mietitura con i vecchi attrezzi contadini, (protagonista è stata la falce), grande è stata l’ emozione degli anziani e lo stupore e l’ allegria dei giovani, sempre numerosi alla manifestazione nel campo di frumento dorato. Grande è l’impegno dell’ associazione che a dispetto delle difficoltà organizza la giornata, che riporta ad un modo di vivere e di rapportarsi con l’ambiente, alla volontà di aggregarsi, all’entusiasmo di condividere con la comunità tanti significativi momenti del percorso umano, per recuperare la bellezza e la dignità al lavoro del contadino e dell’artigiano, ritornando, anche se per poco, ad un tempo difficoltoso ma di una serenità incredibile.
I modi e i ritmi dell’antica organizzazione rurale ci portano a riflettere sul senso dell’aggregazione come espressione di socialità, risorsa preziosa nelle ristrettezze, sostegno e forza nelle avversità. E questo è esempio per il nostro presente quando, nell’opulenza e nel consumismo sfrenato, si perde la gioia della semplicità e autenticità del rapporto con l’ambiente e con le persone.
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi di don Marcello Cozzi
Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua