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| Guardia di finanza di potenza. Operazione “do ut des” |
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14/07/2011 |
| Nella mattinata odierna gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Potenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Potenza su richiesta della locale Procura della Repubblica. Destinatari della misura restrittiva della libertà personale sono una funzionaria in servizio presso l’Agenzia delle Entrate di Potenza, un commercialista e due imprenditori attivi nel settore edile. Nei confronti di un altro imprenditore è stata disposta la misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale.
La funzionaria risulta indagata per corruzione, abuso d’ufficio ed accesso abusivo a banche dati informatiche; gli imprenditori dovranno rispondere anch’essi di corruzione, mentre il commercialista è indagato per millantato credito aggravato.
Le indagini hanno permesso di acquisire elementi in ordine all’esistenza di uno spregiudicato comportamento della funzionaria finalizzato all’ottenimento di vantaggi ed utilità economiche di disparato valore attraverso l’uso strumentale ed illecito delle proprie funzioni, sistematicamente impiegate non al servizio degli interessi pubblici, ma di quelli privati del contribuente da agevolare di volta in volta e sempre pronto a contraccambiare con un riconoscimento di natura economica.
Spendendo la sua esperienza in materia di accertamenti fiscali e di rimedi amministrativi e giudiziari, l’indagata ha offerto ai contribuenti interessati un servizio completo fatto di illecita consulenza, di protezione e di intervento diretto nelle pratiche di accertamento. Di tale indebito servizio di consulenza erano perfettamente informati diversi commercialisti e numerosi imprenditori che si rivolgevano alla funzionaria per ottenerne i favori, corrispondendo il giusto compenso. Penetrare all’interno di tale intreccio di reciproca copertura ed interesse ha rappresentato una delle principali difficoltà incontrate dagli investigatori nel corso dell’attività operativa, che ha potuto però fare affidamento sulla piena collaborazione dell’Amministrazione di appartenenza.
Nell’ambito del medesimo provvedimento il GIP ha disposto il sequestro preventivo di conti correnti e beni immobili per un valore complessivo di circa 900.000 euro. Tale valore è emerso ad esito degli accertamenti finanziari e patrimoniali eseguiti quale ingiustificata ed abnorme sproporzione tra i redditi dichiarati dalla funzionaria e gli acquisti di beni mobili ed immobili effettuati nel tempo.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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