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| Lagonegrese: 9 arresti per estorsione |
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12/07/2011 |
| Sono stati effettuati in tre regioni i 9 arresti con cui i carabinieri del Comando provinciale di Potenza hanno colpito un gruppo specializzato nell’estorsione e nell’usura nel territorio del Lagonegrese. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della locale Compagnia, guidati dal capitano Luigi Salvati Tanagro, ed hanno portato all’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Lagonegro, Lucia Iodice su richiesta del sostituto procuratore Francesco Greco. A quattro persone - V.E., 55enne di Lauria e F.I., 50enne di Maratea, in carcere, G.E., 60enne di Napoli e R.L., 49enne di Lauria, ai domiciliari - viene contestato di aver costituito e promosso un sodalizio criminale dedito alla commissione del delitto di usura aggravata a danno di commercianti e professionisti lucani e calabresi.
Gli altri cinque - M.G., 45enne di Nemoli, Antonio R.P., 40enne di Lagonegro, A.M., 55enne di Lagonegro, e G.P., 75enne di Tortora (Cosenza), tutti in carcere, nonchè G.P., 35enne di Montesano sulla Marcellana (Salerno), ai domicilairi - sono ritenuti responsabili di usura aggravata e continuata in concorso sempre a danno di esercenti commerciali. In tutto gli indagati sono 20. P. è ritenuto responsabile anche di tenata estorsione, perchè richiedeva il pagamento dei ratei mensili arretrati con violenza e minacce di morte nei confronti di professionisti.
Le indagini hanno accertato che il sodalizio criminale era stato costituito per prestare denaro applicando un tasso usurario alle vittime prescelte. Secondo l’impianto accusatorio, le vittime venivano individuate in base alle loro difficoltà economiche. Gli investigatori hanno acquisito titoli bancari di vari importi protestati perchè le innumerevoli vittime sottoposte ad usura, trovandosi nell’impossibilità di reperire le corrispettive somme di denaro quali ratei usurai, non consegnavano ai “cravattari” gli interessi maturati su quanto avuto in prestito. Inoltre sono stati sequestrati oggetti in oro, preziosi e argenteria, per un notevole valore complessivo, che le vittime in caso di ritardo o impossibilità nei pagamenti cedevano agli indagati come garanzia della situazione debitoria. Sequestrate anche scritture private che attestano l’impegno delle vittime a cedere beni immobili di ingente valore. Nella complessa operazione di polizia giudiziaria sono stati impiegati 150 carabinieri di tutto il comando provinciale di Potenza, nonchè un elicottero del sesto elinucleo carabinieri di Bari. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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