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| Libera ricorda Francesco Tammone |
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8/07/2011 |
| A 15 anni dall'omicidio di Francesco Tammone, agente della Polizia di Stato ucciso all'età di 27 anni da mano criminale nell'adempimento del suo dovere.
Per trasformare la memoria in fame e sete di giustizia.
Quando si muore per mano criminale si ha il dovere, anno per anno, di ricordare quella vittima innocente almeno per due motivi: per dire ai criminali che noi non dimentichiamo e che la nostra memoria si traduce con impegno quotidiano nel cercare sempre giustizia e verità;
perchè il sacrificio di una vittima innocente merita di essere rispettato e di non essere messo nel dimenticatoio perché se così fosse quel sacrificio sarebbe stato inutile.
Ricordare la morte di Francesco Tammone per noi significa continuare a tenere la guardia alta in Basilicata, a 360 gradi, e in modo particolare sui basilischi perchè non ci sembrano affatto sconfitti. Anzi, appaiono come una pianta cattiva che si fa fatica ad estirpare e mentre i “rami storici” sono in galera, abbiamo la sensazione che “nuove gemme” stiano sbocciano. Bisogna fare molta attenzione alle nuove leve, a quei giovani che cercano di emulare i loro predecessori e che non sono molto lontani dai basilischi di Potenza, di Pignola e del Vulture-melfese. Va attenzionato tutto quello che accade in queste zone così come nel Metapontino perchè anche se l'azione della magistratura ultimamente li ha messi in un angolo, la storia dei basilischi ci insegna che è una pianta malefica che stenta a morire e negare questa pericolosità, così come negare l'allarme criminalità in Basilicata, significa offendere la memoria di Francesco Tammone.
Lo ricordiamo insieme al Comune di Potenza nel giorno del 15esimo anniversario del suo omicidio, nel posto in cui ha perso la vita: via Tirreno.
10 luglio 2011
ore 18: intitolazione Parco e posa stele commemorativa
ore 18.30: Messa officiata da Mons. Agostino Superbo
Il 10 luglio sarà anche una giornata di sostegno a tutte le forze dell'ordine, in questo particolare momento in cui continuano ad operare a difesa della legalità, pur sottoposti a gravi tagli degli organici.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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