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| "Un mese di bugie": l'amaro sfogo dei lavoratori della Cutolo |
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6/07/2011 |
| Quanto segue è l’amaro comunicato dei 12 lavoratori firmatari dello stesso, battuto nell’attesa di essere ricevuti dai dirigenti della regione Basilicata. Mentre la rabbia, per l’estenuante attesa, aumenta ad ogni minuto. Una questione che merita di essere esaminata a fondo, per le accuse nemmeno tante velate che gli stessi muovono a sindacati, politica e colleghi di lavoro.
Paolo Sinisgalli
UN MESE DI BUGIE.
Dopo un mese di bugie dette e scritte, ci siamo riuniti, per raccontare la verità inerente la vicenda Cutolo-Acque Rionero. Siamo i 12 ex dipendenti di Acque Rionero che non hanno aderito allo sciopero proclamato il 26/05/2011. Non abbiamo condiviso la protesta non perché “crumir o figli di…” come ci hanno apostrofato i nostri ex colleghi, ma perché nulla ci era dovuto in quanto,come tutti, avevamo percepito tutte le mensilità maturate. Sono false infatti le notizie di mensilità arretrate non retribuite. La verità è che i nostri ex colleghi, consigliati da pseudo sindacalisti della CIGIL, volevano coinvolgerci in una protesta che mirava ad ottenere il pagamento di tre settimane di sciopero del mese di aprile. I nostri referenti sindacali ci avevano spiegato chiaramente che tali somme non erano dovute dall’azienda. Pertanto in 12 abbiamo lavorato sino a giovedì 16 giugno, giorno in cui, dopo aver smontato dal nostro turno 6/14, mentre in tre recuperavamo le ns vetture parcheggiate lontane dallo stabilimento, in quanto non ci era concesso entrare nello stesso siamo stati circondati e minacciati da due fuoristrada con a bordo 6 ns ex colleghi che ci avrebbero senz’altro aggredito se non fossero intervenuti tempestivamente il M,llo Sarli, capo della stazione carabinieri di Atella. Ed un suo sottoposto.
Assurda ci è apparsa poi, la decisione dei n s ex colleghi che purtroppo ci coinvolge direttamente, di non accettare la proposta di subentro di una importante società spagnola, che a detta dei sindacati a cui aderiamo, ha presentato un piano industriale importante, credibile e di sviluppo ed ha offerto solide garanzie finanziarie alla realizzazione dello stesso. Tale piano prevedeva dal punto di vista occupazionale, su 56 unità l’impiego di 40 a tempo indeterminato e la C.I.G. per le restanti unità con l’impegno di riassorbirle entro 2 anni. I ns ex colleghi, manovrati in maniera nemmeno tanto occulta, da una forza politica ben definita, hanno dato mandato al sindacato di non firmare tale accordo, con l’inevitabile conseguenza del licenziamento, a seguito della rescissione del contratto di fitto di ramo d’azienda tra Acque Rionero e Cutolo Michele e figli. La verità e chiara: hanno chiesto di essere licenziati e di condannare anche noi al licenziamento.
La ns età media è di circa 50 anni; Quando troveremo un nuovo lavoro? Dove potranno essere impiegate le ns professionalità? Quando mai è accaduto che i lavoratori hanno preferito il licenziamento per tutti alla CIG per il 30% e l’occupazione per il 70%? Forse i ns colleghi, nella quasi totalità con moglie o marito che lavorano, preferiscono utilizzare gli ammortizzatori sociali per arrotondare le entrate economiche familiari e godersi un lungo periodo di vacanze? Noi siamo abituati a lavorare e siamo tutti monoreddito e non vogliamo ingrossare il già numeroso esercito di disoccupati lucani. Chiediamo di conservare il nostro posto di lavoro per garantire nel futuro un reddito certo alle nostre famiglie.
In merito alla falsità di notizie riferite ad omessi controlli che pregiudicherebbero la qualità delle acque minerali da noi imbottigliate dal 26 maggio al 16 giugno, e cioè quando abbiamo potuto lavorare in assenza dei ns colleghi in sciopero, vogliamo precisare, che le ns professionalità sono quelle che hanno garantito in questi anni il meglio sia nel mercato nazionale che nei mercati esteri come USA e Giappone, da sempre severi nei controlli e autorizzazioni.
Siamo noi “crumir e figli di…” quelli che curano per competenza gli aspetti inerenti la qualità dei prodotti imbottigliati.
I ns colleghi di produzione sono,invece, dei semplici operatori senza competenze tecniche di rilievo. Abbiamo inoltre accertato, ciò che prima veniva analizzato per controllo all’interno della società, è stato nel periodo indicato analizzato da laboratori esterni qualificati e certificati.
Per tutto quanto sopra esposto, chiediamo alle istituzioni Regionali di consentire l’ingresso dei nuovi investitori, affinché ci garantiscano un futuro sereno come lo è stato sino ad un mese fa il nostro passato. Chiediamo di non cedere alle bugie soltanto perché urlate. Noi non siamo bravi a gridare, ma vogliamo lavorare. Il lavoro è il nostro diritto e non accettiamo che il nostro futuro dipenda da falsità e probabilmente da interessi non ancora rivelati.
Gli ex dipendenti d Acque Rionero non aderenti allo sciopero
Michele Consiglio, Pietro Pitoia, Francesco Iaccarino, Michele Falaguerra, Vito Colangelo, Salvatore Consiglio, Giuseppe Di Carlo, Davide Mollica, Donato Consiglio, Francesco Biscione, Sabatino Gioia, Vito Perrotta.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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