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| Vald’Agri S.p.A., chiusura bilancio e rinnovo consiglio d’amministrazione |
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4/07/2011 |
| Approvato nei giorni scorsi, il 29 giugno, il bilancio della Val d’Agri S.p.A., la società a capitale misto, pubblico-privato, che gestisce l’impianto di smaltimento rifiuti di Sant’Arcangelo. Un bilancio chiuso all’insegna del segno positivo. Soci di maggioranza sono le Comunità Montane Medio Agri e Alto Agri, mentre per i privati le quote sono detenute dalla Copeti s.r.l e la Cornacchini s.r.l Privati che, in qualità di consiglieri, escono ed entrano nel consiglio di amministrazione anch’esso rinnovato nella stessa seduta. Presidente e vice sono diventati, invece, rispettivamente i commissari liquidatori delle due Comunità Montane, Domenico Esposito per la Medio Agri e Sergio Cantiani per la Alto Agri. Presidente uscente, l’ex presidente poi divenuto commissario straordinario della ormai ex Comunità Montana, Rocco Greco; Vice presidente-consigliere, Rocco Sinisgalli, già assessore all’Ambiente nello stesso Ente montano. Un rinnovo di cariche per fine mandato al quale, però, non sembra corrispondere un vero rinnovamento. Se è vero, infatti, che c’è stato un avvicendamento, è pur vero che tanto il presidente quanto il suo vice, sono anche i Sindaci dei due comuni sede degli enti e, come ricordato, attuali commissari liquidatori degli stessi. Niente di anormale! Se non fosse che il tutto ruota intorno al maggior partito regionale. Quel Pd che in fase di costituzione del “Partito Nuovo” ha tanto parlato sul cumulo di cariche da evitare e al cui interno, diversi sono gli iscritti che contornano la carica di amministratore con quelle di consigliere o altra funzione in altri organismi. Corre l’obbligo precisare che, almeno nel caso della Vald’Agri S.p.A., non sono previsti, come pure in precedenza, compensi e gettoni vari.
Paolo Sinisgalli
redazione Agri-Lasiritide.it
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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