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| Potenza in lutto per Elisa |
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2/07/2011 |
| E' uscita nel silenzio dalla camera ardente la bara di Elisa Claps, la studentessa potentina uccisa il 12 settembre 1993. Dietro la bara c'erano la mamma di Elisa, Filomena Iemma e i due fratelli, Gildo e Luciano.
Dalla camera ardente allestita nel liceo classico di Potenza il corteo funebre si sta dirigendo verso piazza Don Bosco dove, all’aperto, tra poco saranno celebrati i funerali della studentessa. Lungo il tragitto che collega il liceo a piazza Don Bosco vi sono diverse persone che aspettano il passaggio del corteo funebre; alcune decine di persone sono in attesa in via Mazzini davanti all’abitazione della famiglia Claps. Nello stesso palazzo diverse famiglie hanno esposto ai balconi lenzuoli bianchi.
ORE 9 - APPLAUSI DAVANTI ALLA CASA DEI CLAPS
Un lunghissimo applauso e il lancio di petali bianchi sul carro funebre hanno segnato il passaggio della bara di Elisa, in via Mazzini, a Potenza, davanti al palazzo dove abita la famiglia Claps.
Lungo il tragitto, dalla camera ardente a piazza Don Bosco, il corteo, scortato dalla Polizia e dalla Polizia municipale, si è fermato a via Mazzini: è stato aperto il portellone posteriore del carro funebre e le persone che attendevano il passaggio hanno applaudito a lungo e hanno lanciato petali bianchi. Molte persone erano in lacrime e in tanti hanno salutato la bara dai balconi circostanti. La madre di Elisa, Filomena Iemma, e i figli, Gildo e Luciano, sono nelle automobili che seguono il carro funebre.
ORE 9,30 - BARA ARRIVATA IN PIAZZA DON BOSCO
Gli applausi e le lacrime di migliaia di persone hanno accolto l’arrivo in piazza Don Bosco, a Potenza, della bara di Elisa Claps, portata sulla spalle anche da alcune persone dell’associazione “Libera”. Sui balconi circostanti la piazza, vi sono numerosi lenzuoli bianchi e alcune bandiere italiane listate a lutto.
La cerimonia funebre sarà celebrata da don Marcello Cozzi, referente regionale di Libera: insieme a lui sull'altare altri sacerdoti e don Luigi Ciotti, leader nazionale dell’associazione. Alle spalle dell’altare, all’aperto, vi è una gigantografia di Elisa, con il suo nome: si tratta della stessa foto proiettata ieri nella camera ardente. Quella stessa foto ha accompagnato per 17 anni le ricerche della studentessa potentina.
Oggi, a Potenza, in occasione della cerimonia, è stato proclamato il lutto cittadino. In numerosi negozi della città, vi sono manifesti listati a lutto e con la scritta “Ciao Elisa”.
ORE 10,45 - «ELISA OGGETTO DI UN BARATTO»
“Elisa è un fiore reciso che qualcuno ha lasciato marcire in un angolo” e la verità “è stata oggetto di baratto”: è stato questo uno dei passaggi più importanti fatti da don Marcello Cozzi (referente lucano di Libera) durante l’omelia dei funerali di Elisa Claps.
“A quelli che hanno depistato la verità – ha aggiunto don Cozzi – dico di togliere il macigno di menzogne che ha coperto il Caino fuggiasco in una Basilicata dove la verità viene lasciata spesso sotto i tetti. Perdonaci, Signore”.
L'omelia del sacerdote – che da anni è vicino alla famiglia Claps – è stata più volte interrotta da lunghi applausi. In piazza Don Bosco, a Potenza, vi sono migliaia di persone che assistono, con grande commozione, alla cerimonia funebre.
ORE 11,15 - «ELISA HA MOSSO LE COSCIENZE»
"Elisa ci ha dato vita. Paradossalmente a lei la vita è stata tolta e a noi ha smosso qualcosa dentro, ha mosso le coscienze, ci ha dato vita". Lo ha detto don Luigi Ciotti, di Libera, al termine della cerimonia funebre per Elisa Claps. "La mamma mi ha detto che oggi è una giornata di festa -ha sottolineato don Ciotti-. Per noi è una giornata di riflessione e di silenzio dobbiamo tutti inginocchiarci di fronte a questa bara bianca. Dobbiamo tutti inginocchiarci davanti alle famiglie delle persone scomparse".
ORE 11,35 - MAMMA FILOMENA BENEDICE LA BARA
Al termine dei funerali, Don Marcello le ha passato l’aspersorio e mamma Filomena ha benedetto con l’acqua santa la bara della figlia Elisa: così, in un momento di estrema commozione, si è conclusa la cerimonia in piazza Don Bosco.
La bara di Elisa ha lasciato la piazza portata a spalle da alcune persone, tra cui don Marcello Cozzi, che ha celebrato i funerali. Al passaggio vi sono stati lunghissimi applausi delle migliaia di persone che hanno partecipato ai funerali e molte persone hanno lanciato fiori e petali bianchi.
Lorenza Colicigno
la gazzetta del mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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