Davvero commossa e partecipata, la giornata Eucaristica Diocesana, che si è svolta ieri 23 giugno, presso la Sala “Piccolo Paradiso” ad Agromonte di Latronico.
La Diocesi di Tursi-Lagonegro si è incontrata e riunita in un momento di raccoglimento e profonda preghiera, per risvegliare la fede in Gesù, e in preparazione al Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà ad Ancona dal 4 all’ 11 settembre 2011, sull’ invito, inoltre, del Sommo Pontefice, il quale proprio nel mese di giugno compie sessant’ anni di sacerdozio e che ha chiesto dunque a tutte le Diocesi di offrire a Lui e alle Sue intenzioni sessanta ore di adorazione. L’ adorazione Eucaristica è iniziata, in effetti, poco dopo le 18:00, dopo il canto iniziale, il momento è stato segnato dalla letizia della parola di Don Alberto Pacini, venuto da Roma ; è infatti, uno dei sacerdoti che fa parte del movimento eucaristico perpetuo, rettore della Chiesa di Santa Anastasia in Roma. Il momento di adorazione è stato introdotto dalle parole con cui il vescovo, Mons. Francesco Nolè, ha informato il Papa di aver accolto con gioia la sua richiesta. “ E’ Gesù Eucarestia il cibo che ci nutre per incamminarci sulla via della santità” , ha detto il Vescovo, il quale ha inoltre, ricordato che proprio la Diocesi di Tursi-Lagonegro che ha dato i natali a Sant’ Andrea Avellino, a lui deve far riferimento, prendendolo ad esempio come modello di vita offerta per il ministero delle anime. Dopo la lettura “Dall’ Apocalisse di San Giovanni apostolo” (Ap 7,2-4. 9-17) , il Salmo e il Vangelo “Dal Vangelo secondo Giovanni” (Gv 4, 21-24), è seguita l’ omelia di Don Alberto Pacini, che si è concentrata, tra le altre cose, proprio sulle grandi sfide che la Chiesa oggi si trova a dover affrontare, e in questo tempo di tante offese e insulti contro la Chiesa, tutto il popolo di Dio è chiamato alla celebrazione e a vivere una viva esperienza eucaristica, ha detto Don Alberto, sono più di cinquanta infatti, in Italia, i luoghi di adorazione perpetua, per poter trovare la forza di essere veri testimoni di Cristo. “Non bisogna combattere le tenebre, ma portare la luce”, questa la frase di Benedetto XVI, che è stata ripetuta da Don Alberto Pacini e dal Vescovo Nolè, per poter vivere da veri cristiani, amare dunque i nemici, perché è facile amare chi ci ama, è proprio in questo che si deve differenziare il cristiano. La celebrazione eucaristica è stata definita come fonte zampillante dello spirito, e in effetti, durante l’ adorazione, è stato possibile percepire la presenza viva e reale di Gesù, riunendosi intorno al pane e al vino, come ha infine concluso il vescovo. Dopo l’ esposizione del Santissimo Sacramento molti sono stai gli inni e i canti sciolti dai fedeli, è stato cantato l’ Inno del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona e tanti altri canti si sono alternati a momenti di preghiera, di perdono e di ringraziamento a Gesù. L’ incontro Eucaristico è terminato con la benedizione Eucaristica da parte del Vescovo e il Santissimo Sacramento che è stato portato tra i fedeli per poterlo adorare.
Durante quest’ avvenimento così importante per la nostra comunità, ci sono stati vari momenti di preghiera e un pensiero per tutti, dal Papa a tutta la Chiesa, si è pregato per tutti per le Diocesi, per le famiglie, per le comunità per i malati, gli anziani, i giovani; è stato portato conforto, quel conforto che anche nei momenti di grande disperazione si può ritrovare nell’ adorazione Eucaristica, esortazioni ad essere forti e ad avere coraggio, proprio come sembra riassumere efficacemente le parole dell’ Inno del Congresso Eucaristico: “Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”.
Maria Rosaria Rondinelli
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