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Fenice, ora fa paura l’arsenico

22/06/2011



Fenice ancora sotto i riflettori. Dopo la pubblicazione, da parte dell’Arpab, dei dati sui monitoraggi relativi al mese di maggio dei pozzi piezometrici presso il termovalorizzatore di San Nicola di Melfi, cresce l’allarme tra le associazioni ambientaliste e i cittadini.
A destare maggiore preoccupazione è la presenza di una concentrazione di arsenico oltre i limiti e, soprattutto, valori di nichel molto sopra i parametri imposti dalla legge in alcuni pozzi. A questi va ad aggiungersi il manganese, oltre i limiti in altri pozzi. Tra gli alifatici clorurati cancerogeni, invece, emerge ancora la presenza di tricloroetilene nei pozzi n.1, n.3 e n. 104.
Secondo quanto riferito dalla Ola (Organizzazione lucana ambientalista), il nichel resta oltre i limiti di legge in 7 pozzi su 10, tra cui i pozzi n.2 e n.8, nei quali a marzo non si è potuto procedere al campionamento, a causa della mancanza di acqua. Occorre sottolineare che il pozzo n.8 continua a registrare i superamenti più elevati dei limiti di legge, sempre relativamente al nichel.
“Le ultime rilevazioni dimostrano, con estrema chiarezza – dice la Ola - che l'emungimento forzato di acqua dalla falda ha sortito l'unico effetto di essiccare la falda stessa, rendendo impossibile il campionamento a marzo 2011. È altrettanto evidente che gli interventi posti in essere per ridurre l'inquinamento prodotto dall'attività dell'inceneritore si sono rilevati totalmente insufficienti ed, anzi, si registra la presenza di ulteriori inquinanti nelle acque di falda”.
La Ola, chiamando alla responsabilità gli organi preposti al controllo, ribadisce con forza la richiesta, già avanzata da tempo, di immediata sospensione dell'attività dell'inceneritore Fenice e della messa in atto di tutti gli interventi strutturali necessari ad interrompere l'inquinamento prodotto.

MELFILIVE.it




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