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Dalle Comunità montane alle Aree programma

20/06/2011



La Basilicata è pronta a compiere questo passo in avanti per dare più voce ai territori e a quei piccoli comuni che, da soli, avrebbero difficoltà a comunicare con gli organi di governo centrale. Le Aree programma rappresentano la conclusione di un processo di esperienze sui territori lungo oltre dieci anni, che ha permesso di individuare e intervenire sui punti di criticità dei vecchi sistemi ma che ha anche consentito di esaltarne i punti di forza. Le aree suddividono il territorio lucano in sette macrozone, assecondando le caratteristiche geomorfologiche del territorio.
E’ quanto emerge dall’incontro sulle Aree programma promosso dall’Ufficio Autonomie locali e decentramento amministrativo del Dipartimento Presidenza della Giunta regionale di Basilicata, presso il Centro “Cecilia” di Tito (Pz).
Nel corso dei lavori sono state affrontate le questioni legate alla piena applicazione dell’artico 23 della legge regionale 33 del 2010 con la quale vengono istituite le aree programma. Si è inoltre discusso delle modalità di stipula delle Convenzioni per lo svolgimento in modo coordinato di funzioni e servizi associati per gli enti e della costituzione degli Uffici Comuni potranno operare con personale distaccato dagli enti partecipanti e ai quali potrà essere affidato l'esercizio di funzioni pubbliche, mediante delega da parte degli enti partecipanti all'accordo.
“L’operazione che abbiamo portato a termine con le aree programma è un’operazione di doppia semplificazione: per un verso rendiamo la governance ‘più leggera’ tagliando qualche poltrona, per un altro rendiamo più diretto il rapporto tra centro e territori, creando un link diretto e paritario tra la Regione e le diverse aree”. E’ il commento del Presidente della Regione, Vito De Filippo, alla presentazione delle Aree Programma. “Questa riforma della governance – ha proseguito De Filippo – non serve solo a far fronte alle ristrettezze imposte dai tagli nazionali, ma è invece una politica di investimento sul territorio particolarmente strategica per la Basilicata. La nostra realtà, fatta spesso di piccoli centri, ha particolare bisogno di strumenti associativi tra i diversi enti locali per la gestione dei servizi e la determinazione di scelte che non possono essere compiute a livello di singolo comuni”.
Queste le seguenti aree previste: Alto Basento-Alto Bradano, Lagonegrese-Pollino, Marmo Platano Melandro, Val d’Agri, Metapontino Collina Materana, Vulture Alto Bradano, Bradanica Medio Basento.
Le aree programma si strutturano in una conferenza dei sindaci che avrà sede fisica all'interno del Comune capofila. Saranno strutture molto snelle, nelle quali confluiranno anche le professionalità delle disciolte Comunità montane, e avranno una funzione esclusivamente politica e programmatica, non amministrativa o gestionale. Nelle Aree programma sono coinvolti i singoli Comuni, con l’eccezione dei due capoluoghi Potenza e Matera, e gli enti Provinciali. In sostanza si tratta di una nuova idea di governance regionale che chiama in causa il protagonismo degli enti locali che, attraverso la conferenza dei sindaci dialogheranno direttamente con l'organo di governo regionale per fare proposte e promuovere progetti, dopo aver analizzato concretamente i problemi e le esigenze del proprio territorio. Le aree accorperanno bacini territoriali simili accomunati dalle stesse esigenze nei bisogni sociali, vale a dire principalmente nei settori dell'istruzione e della formazione, della sanità e dei trasporti locali. Da 14 comunità montane si passerà a 7 aree territoriali con un notevole risparmio dei costi destinati alla transazione politica poiché ad un unico tavolo siederanno tutti i rappresentanti dell'area che, successivamente, dialogheranno direttamente con l'ente regionale.




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