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| Dissesto: 22 comuni lucani sotto osservazione |
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18/06/2011 |
| Sono ventidue. Sparsi per tutto il territorio lucano, dalla montagna al mare. Sono interventi attesi da tempo, opere indispensabili per ridurre i rischi legati al dissesto idrogeologico. Dopo tanta attesa per ventidue comuni della Basili cata la scommessa contro frane e smottamenti potrebbe essere vinta. Dopo l’accordo sottoscritto nel mese di dicembre tra Regione e Governo nazionale, infatti, nuovi fondi sono in arrivo. Ad arricchire la precedente intesa sono quasi 8 milioni di euro, sette milioni e settecento mila per la precisione. Soldi stanziati in parte della Regione, in parte dal Ministero per l’Ambiente che serviranno ad avviare opere destinate a mettere in sicurezza alcune delle frane e degli smottamenti più rischiosi accaduti sul territorio lucano. Diversi gli interventi programmati tra cui spiccano quelli lungo alcuni fiumi. In particolare, i lavori di ripristino dell’officiosità idraulica lungo il bacino del fiume Agri, in territorio di Matera, lungo il bacino del fiume Bradano e nel punto di confluenza del torrente Pescogrosso con il fiume Sinni. Il tutto per un importo complessivo di oltre un milione di euro.
Altro fiume sotto osservazione è l’Ofanto per il quale sono previsti lavori di sistemazione idraulica alla fiumara che rientra nel territorio di Melfi, per circa 500mila euro. Altra opera attesa quella legata alla messa in sicurezza del costone roccioso a monte della statale 18. Non saranno solo i fiumi, però, ad essere messi in sicurezza. Interventi sono previsti anche nei centri storici. In particolare, 400mila euro sono stati stanziati per il consolidamento dell’abitato di Tito, 500mila euro per quello di Vaglio di Basilicata e il centro storico di Colobraro, 100mila euro per il centro abitato di Salandra. Infine 400mila euro sono destinati a San Giorgio lucano.
Antonella Inciso
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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