|
| A Teana e Chiaromonte le reliquie di San Pio |
|---|
18/06/2011 |
| Grandissima è la gioia che in questi giorni stanno vivendo le comunità di Chiaromonte e Teana, che hanno ricevuto il dono delle reliquie di Padre Pio.
Molti sono stati i fedeli che giovedì, a Teana, hanno accolto le Reliquie, che sono giunte direttamente da San Giovanni Rotondo, presso la Cappella della Madonna delle Grazie proprio all’ ingresso del paese; le reliquie sono state accolte con grande commozione dalla comunità di Teana, ma tanti sono stati anche i visitatori venuti dagli altri paesi, il parroco per primo ha venerato e baciato le Reliquie, seguito poi dal sindaco. Alle ore 18:00 è stata celebrata la Santa Messa, durante la quale il frate che ha accompagnato le Reliquie, Padre Antonello, ha spiegato, o meglio portato conforto alle sofferenze del corpo e dello spirito tramite l’ esemplarità di San Pio, che in un certo senso è il Santo delle sofferenze, ricevette, infatti, il dono delle stimmate rimaste aperte, fresche e sanguinanti, per mezzo secolo; è stato detto che San Pio durante la sua vita attese unicamente allo svolgimento del suo ministero sacerdotale, fondò i “Gruppi di Preghiera” e un moderno ospedale a cui pose il nome di “Casa sollievo della sofferenza”. Le reliquie, “ tracce di quella presenza invisibile ma reale che illumina le tenebre del mondo”, consistono in un lembo di fazzoletto con cui il Santo asciugava il sangue delle stimmate e nello specifico è quello usato per il costato ed inoltre c’ è una piccola teca contenete alcuni capelli, reliquie che sono state prese dopo la riesumazione del corpo, dato è stato ritrovato intatto, il cuore è invece conservato a San Giovanni Rotondo. Dopo la Messa le Reliquie sono state portate in processione verso la Chiesa Madre, dove è avvenuta la benedizione con le Reliquie e i molti fedeli convenuti hanno avuto la possibilità di venerarle e baciarle. Il percorso spirituale è poi proseguito in serata, con un incontro con gli adulti e i bambini della prima comunione , esperienza di grande arricchimento spirituale per chi crede ma anche semplicemente dei consigli per vivere meglio i rapporti interpersonali, tante tematiche di grande attualità, dalla famiglia perno della società, all’ amore, vero ingrediente per una vita serena e tante altri punti fermi per essere un buon cristiano. Venerdì è stata nuovamente celebrata la Santa Messa, il paese è stato benedetto con le Reliquie, che sono poi partite verso accompagnate da tanti fedeli verso Chiaromonte, dove sono state accolte proprio presso l’ Ospedale, ed un pensiero particolare è stato rivolto proprio agli ammalati, poi la processione è proseguita verso la Chiesa Madre, dove è avvenuta la benedizione.
Grande è stata e continua ad essere la partecipazione all’ evento eccezionale che in questi giorni interessa il nostro territorio, e che continua a Chiaromonte fino a Domenica quando le Reliquie ripartiranno. E’ stato portato un messaggio di fede e di speranza per risolvere quelli che sono dei problemi, purtroppo presenti nella nostra società, ma soprattutto quel grande senso di angoscia, di scoraggiamento che a volte può prevalere. Come alleviare gli affanni che tormentano la vita quotidiana? Con la Preghiera e l’ Amore, questi sono gli elementi suggeriti dal Frate, tramite la presenza e la viva testimonianza di Padre Pio.
Maria Rosaria Rondinelli
16 giugno 2011
Anniversario canonizzazione Padre Pio, a Senise continua l’appuntamento di fede che si ripete ogni anno
La giornata del 16 giugno, per la comunità parrocchiale di Senise, è diventata un appuntamento di fede oltre che di devozione a San Pio da Pietrelcina. Infatti è dal 16 giugno 2003, con l'inaugurazione di una statua in bronzo nel giardino del Centro Parrocchiale “don Egidio Guerriero”, che il Gruppo di Preghiera di padre Pio insieme alla comunità parrocchiale e, da qualche anno, a un folto gruppo di ammalati, si ritrovano per partecipare alla celebrazione eucaristica in devozione del santo. Ancora oggi, dopo tanti anni, ogni devoto di Senise, nasconde, in un angolo del proprio cuore, i momenti salienti di quel 16 giugno 2002 quando il grande papa Giovanni Paolo II, oggi elevato agli onori dell'altare, pronunzia le parole della formula in latino a suggello della canonizzazione: “dichiariamo e definiamo santo il beato Pio da Pietrelcina” - che saranno il punto di arrivo di un lungo itinerario spirituale. “ lo iscriviamo – dirà ancora il papa – nell'albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa sia devotamente onorato tra i santi”.
Santificati significa assimilarsi a Cristo, attraverso la preghiera, per ricercare il Padre come guida e conforto. Assimilarsi a Cristo attraverso l'opera di redenzione degli uomini. Padre Pio pur essendo chiuso in convento la sua fama raggiunse le anime in tutto il mondo, orientando a Cristo scienziati, artisti e politici. Il suo apostolato e la sua predicazione sono stati il suo silenzio pieno di Dio e la sua immolazione nel confessionale. La sua missione era rinnovare la passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Nella gioia di quel 16 giugno la nostra comunità rende lode al Padre per mezzo di Gesù Cristo, nello Spirito Santo, nella figura dell'umile francescano di Pietrelcina. La canonizzazione di Padre Pio, più che aumentare la venerazione e gli atti di culto verso di lui deve interpellare tutti quanti noi, richiamandoci a tendere ad una vita santa, intessuta di Vangelo, nutrita di Sacramenti, capaci di leggere e discernere il tempo e la storia per comunicare il Vangelo attraverso la nostra testimonianza di vita. La nostra Chiesa particolare, nella propria articolazione parrocchiale, nei gruppi di preghiera deve diventare sempre di più scuola di preghiera e di santità, valorizzando il vissuto evangelico di San Pio da Pietrelcina.
Vincenzo diac. Terracina
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |