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Un'altra azienda in fiamme a Scanzano

15/06/2011



Ore 2 della notte di ieri. La criminalità ha dato fuoco ad un'altra azienda del settore ortofrutticolo. È la terza in 7 giorni tra Scanzano Jonico e Policoro. Quasi una strategia della tensione. È la sfida della malavita organizzata alle istituzioni. Ma lo Stato c'è? Lo stillicidio di attacchi dura da anni. Impunito. Ad essere colpito questa volta è stato un imprenditore del posto, Antonio Gallicchio, con capannone per il conferimento, la lavorazione, e la commercializzazione di ortofrutticoli, in via Piemonte 36. Le fiamme hanno distrutto duemila bins (i cassoni in plastica per la raccolta dei prodotti), 2500 cassette in legno, 2 mezzi (un Eurocargo Fiat Daily ed un 8018 frigo), una grande cella frigorifero. E sono stati danneggiati anche due tir per i transfert verso il Nord ed i Paesi esteri. I bins si sono liquefatti. Le cassette sono state ridotte in cenere. Dei due mezzi sono rimaste solo le carcasse. La cella, un ammasso di rottami. Attorno alle 7.30 di ieri, arrivando sul posto, sembrava come accusare un pugno nello stomaco. Gallicchio coordinava gli interventi di ripulitura del piazzale.

«L'azienda – ha spiegato alla Gazzetta – è intestata a mia moglie, Maria Cuppone, ma io faccio questo lavoro da 6 anni. Sono in proprio e in rapporto con la Top fruit, di Gambettola (Cesena)». Ogni tanto il suo racconto si bloccava per le telefonate e per l'arrivo di amici. Gallicchio è scanzanese doc. Poi ha ripreso: «Attorno alle 2 mi sono accorto delle fiamme tramite la porta – finestra della casa colonica (dove vive con tutta la sua famiglia, ndr) qui di fianco. Ho subito chiamato il 115 ed i carabinieri. I pompieri sono arrivati in 4 squadre. Ma i bins e le cassette di legno hanno preso fuoco». L'uomo ha visto, impotente, andare in fumo anni di lavoro. «Che potevo fare? Ma non ho avuto paura. Nessuno mi ha chiesto mai nulla. Non so perchè mi hanno fatto questo. È successo anche a me come ad altri. C'è l'assicurazione ma quanto coprirà?».

Nel capannone stavano effettuando rilievi i carabinieri della Compagnia di Policoro. Massimo riserbo nelle indagini. Ma l'incendio è doloso fuor di ogni dubbio. I malviventi hanno scavalcato il cancello e appiccato tre roghi contemporaneamente. L'intervento dei Vigili del fuoco ha solo limitato i danni. Che ammontano a centinaia di migliaia di euro. Gli uomini dell'Arma visioneranno le riprese di un impianto di videosorveglianza sperando che non sia andato in tilt e che la luce nel piazzale sia stata adeguata ad individuare gli attentatori. Ma alle 12.30 di ieri, alla Cuppone, si scaricavano albicocche. Qui lavorano in 21 e con l'indotto si arriva a 150 persone. E siamo nel pieno della stagione della raccolta. Lo Stato, se c'è, batta un colpo. Prima che sia troppo tardi.


Filippo Mele
la gazzetta del mezzogiorno



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